
Diciassettemila isole, tre fusi orari, e quasi tutti conoscono solo Bali.
Foto: Koop1234 / Depositphotos
L'Indonesia non si gira: si sceglie. L'agenzia geospaziale del governo ha contato 17.380 isole con un nome, sparse su tre fusi orari, e fra Bali e Raja Ampat ci sono quasi duemila chilometri in linea d'aria. Quasi tutti gli italiani ne conoscono una sola, Bali, e il resto lo immaginano a mezz'ora di barca. Non è così: appena si esce da Bali si prende un volo interno, spesso due, e ogni volo si porta via mezza giornata fra transfer, attese e ritardi. Per questo un viaggio in Indonesia si costruisce partendo da una domanda sola: quali isole, e quanti voli sei disposto a prendere per arrivarci.
Bali e Java sono il viaggio più facile e il più frequentato. Java è l'isola dei templi di Borobudur e Prambanan e dei vulcani dell'est, Bromo e Ijen, che si salgono di notte per arrivare in cima all'alba; Bali è l'isola induista in un paese a maggioranza musulmana, con le risaie a terrazze irrigate da un sistema di canali e templi d'acqua, il subak, che risale al IX secolo ed è patrimonio UNESCO dal 2012. A est, oltre lo stretto di Lombok, c'è un altro mondo, e non è un modo di dire: lì passa la linea di Wallace, il confine fra la fauna asiatica e quella australiana, tracciato in un braccio di mare largo appena 35 chilometri ma così profondo da non essere mai rimasto a secco nemmeno nelle ere glaciali. Le Gili, Flores e il parco di Komodo stanno da quella parte.
Più lontano ancora ci sono le isole che chiedono più tempo e più budget. Le Molucche, dove fino all'Ottocento la noce moscata cresceva solo alle Banda, al punto che nel 1667 gli olandesi tennero l'isolotto di Run e lasciarono agli inglesi Manhattan. Raja Ampat, all'estremità occidentale della Papua, dove si contano oltre seicento specie di corallo duro, circa tre quarti di quelle conosciute. E il Borneo, con il parco di Tanjung Puting e il fiume Sekonyer, dove nel 1971 nacque Camp Leakey, il primo centro di ricerca sugli oranghi del parco.
Le stagioni non sono le stesse dappertutto, ed è la cosa che sorprende di più. Bali, Java, Lombok e Flores hanno la stagione secca da aprile-maggio a ottobre e le piogge da novembre a marzo. Le Molucche vanno al contrario: ad Ambon il mese più piovoso è giugno, con oltre 600 millimetri, e i mesi asciutti sono quelli del nostro inverno. A Raja Ampat piove un po' tutto l'anno, ma il mare è calmo da ottobre ad aprile e mosso fra giugno e settembre, quando molte barche da crociera subacquea smettono di uscire. Chi vuole andare in Indonesia a gennaio, quindi, non deve rinunciare: deve solo scegliere le isole giuste.
Per muoversi, la norma locale è l'auto con autista privato a giornata: a Bali, a Java e a Flores nessuno consiglia di noleggiare un'auto e guidare da sé, e un autista per una giornata intera costa meno di quanto si immagini. Fra le isole si vola, con voli interni frequenti ma soggetti a ritardi e cambi d'orario; per le Gili e per Nusa Lembongan si usano le barche veloci, che con il mare grosso non partono. I viaggi che selezioniamo li costruisce con te l'agenzia locale partner: su misura e in autonomia, con l'autista dove serve e una guida privata solo dove ha senso, per esempio sui vulcani o nel parco di Komodo.
L'errore che fanno quasi tutti è uno di due, e sono opposti. Il primo è passare dieci notti a Bali, fra Seminyak e Ubud, e tornare convinti di aver visto l'Indonesia: si è visto un pezzo di un'isola, e spesso il pezzo più trafficato. Il secondo è voler mettere insieme Java, Bali, Flores e Komodo in due settimane: sono almeno tre voli interni e una traversata, e il viaggio diventa una serie di sveglie alle quattro. La regola che consigliamo è semplice: con undici-tredici notti, due isole vicine fatte bene, oppure un'isola lontana con una sosta a Bali per spezzare il viaggio.

Da Yogyakarta a Sanur con Borobudur, Prambanan, l'alba sul Bromo, il cratere dell'Ijen e il traghetto per Bali
da 1.980 € a persona

Da Ubud alle montagne di Munduk e Kintamani, l'alba sul Batur, Amed e tre notti a Gili Air, con l'ultima sera a Jimbaran
da 1.630 € a persona

Da Tabanan a Sanur passando per Ubud, Kintamani, Sidemen, Amed e una notte da una famiglia di Seraya
da 1.500 € a persona

Da Ende a Labuan Bajo in auto con autista, con il Kelimutu, i villaggi ngada di Bena, le risaie a ragnatela di Cancar e una giornata in barca nel parco di Komodo
da 1.740 € a persona

Da Ambon a Seram in battello veloce e barca da pescatori, due giorni a piedi nella giungla di Huaulu, poi sei ore di mare fino a Banda Neira, Run e Gunung Api
da 2.130 € a persona

Da Giacarta a Pangkalan Bun in volo, due notti in un villaggio dayak, tre notti in klotok sul fiume Sekonyer fino a Camp Leakey e due notti con un'organizzazione che riforesta il parco di Tanjung Puting
da 2.750 € a persona
Le domande che ci fanno tutti, con le risposte che diamo al telefono.
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