
Un'isola da 1.309 chilometri di strada ad anello, dove il meteo decide più del navigatore.
Foto: CreativeFamily / Depositphotos
In Islanda il vincolo non è la distanza, è il tempo che fa. La Ring Road è lunga 1.309 chilometri ed è asfaltata per intero, ma basta una giornata di vento sul Mýrdalssandur o una nevicata su un passo dell'est per trasformare tre ore di guida in sei, o in una notte in più dove non era prevista. Per questo l'isola premia chi sceglie un lato e lo fa con calma, e punisce chi la tratta come una lista di cascate da spuntare. Il ritmo giusto è una base ogni una o due notti, giornate da 150-250 chilometri e un margine per il giorno in cui si resta fermi.
Si ragiona per lati. Il Sud, da Reykjavík a Jökulsárlón, concentra quasi tutto quello che si vede nelle fotografie: le cascate sotto il bordo dell'altopiano, la spiaggia nera di Reynisfjara, le lingue di ghiaccio del Vatnajökull che arrivano quasi alla strada. A ovest la penisola di Snæfellsnes riassume l'isola in un giorno e mezzo di guida, con un vulcano ricoperto di ghiaccio in fondo. Il Nord e l'Est, Mývatn, Húsavík e i fiordi orientali, chiedono più notti ma restituiscono strade più vuote. I Fiordi occidentali sono un viaggio a sé, da fare d'estate e solo con tempo davanti.
Le stagioni cambiano il viaggio più che altrove. Da giugno ad agosto non fa buio, le strade dell'interno (le F-road) aprono in genere da metà giugno a metà settembre e tutti gli alloggi del Sud sono pieni mesi prima: è l'estate a costare di più, non l'inverno. Da novembre a marzo le giornate si accorciano a poche ore di luce, le F-road sono chiuse e si viaggia quasi solo sulla costa sud, ma è il periodo delle grotte di ghiaccio sotto il Vatnajökull e delle notti abbastanza buie per l'aurora. Maggio e settembre sono i mesi di mezzo: meno gente, prezzi più bassi, qualche strada di montagna ancora chiusa.
Ci si muove in auto, quasi sempre a noleggio con conducente proprio, ed è qui che si gioca la sicurezza del viaggio. Il contratto conta quanto la macchina: in molti noleggi l'assicurazione base non copre la sabbia e la cenere sollevate dal vento sulla costa sud né le portiere spalancate da una raffica, e nessuna copertura vale fuori strada, dove le multe partono in genere da 350.000 corone, circa 2.500 euro. Per chi non vuole guidare l'alternativa è un autista privato per tutto il viaggio, che costa di più, sensibilmente; per il Nord c'è anche il volo interno su Akureyri.
L'errore che fanno quasi tutti è voler fare il giro completo in sette o otto notti. Si può, nel senso che la strada lo consente, ma vuol dire 300 chilometri al giorno, ogni giorno, con il meteo che non aspetta e le soste ridotte a dieci minuti al parcheggio. Con una settimana si sceglie: il Sud fino a Jökulsárlón e Snæfellsnes, oppure il Nord con Mývatn arrivando in aereo ad Akureyri. Il giro intero chiede almeno dodici notti, e quattordici sono meglio.

Da Reykjavík a Jökulsárlón lungo la costa sud, poi a ovest fino al vulcano coperto di ghiaccio dello Snæfellsjökull, in auto
da 3.070 € a persona

La Ring Road in senso antiorario, dalla costa sud ai fiordi dell'est, Mývatn, Húsavík e Akureyri, in auto
da 4.460 € a persona

Da Reykjavík a Jökulsárlón e ritorno sulla Ring Road, con una grotta di ghiaccio sotto il Vatnajökull con guida e il Golden Circle sulla via del rientro
da 1.860 € a persona
Le domande che ci fanno tutti, con le risposte che diamo al telefono.
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