Bali: dove dormire e quali zone scegliere

Bali non si gira da un albergo solo: conviene dividerla in due o tre basi, una all'interno, fra le risaie, e una sul mare. Il sud, con Seminyak, Uluwatu e Sanur, è comodo per l'aeroporto ma è anche la parte più costruita e più trafficata. Per chi ha dieci notti, consigliamo di passarne lì al massimo due o tre.
Prima, la verità sul traffico
Bali ha circa 4,5 milioni di abitanti e nel 2025 ha accolto, secondo i dati preliminari dell'istituto di statistica, oltre sette milioni di arrivi internazionali solo in aereo, un record. Quasi tutti passano dal sud, fra l'aeroporto, Kuta, Seminyak e Canggu, dove le strade sono quelle di quando c'erano molte meno macchine. Nel settembre 2025 le alluvioni più gravi da un decennio hanno colpito Denpasar e dintorni, e il governatore ha annunciato lo stop alla costruzione di alberghi e ristoranti sulle risaie e sui terreni agricoli. Non lo diciamo per scoraggiare: lo diciamo perché la scelta della zona decide quante ore passerai in auto.
Ubud: il centro, con giudizio
Ubud è il centro culturale dell'isola, con il palazzo reale, le danze serali, i laboratori d'arte e le risaie a pochi minuti. È anche molto frequentata: la strada principale, a metà giornata, è una fila continua di auto e motorini. La soluzione è dormire appena fuori, fra le risaie, e andare in centro la sera. Nella foresta delle scimmie vivono centinaia di macachi abituati alle persone: non vanno toccati né nutriti, perché a Bali è presente la rabbia, come ricorda la Farnesina. Due o tre notti bastano.
Sidemen e Munduk: l'interno che resta tranquillo
Sidemen è una valle di risaie nel Karangasem, a est, sotto il monte Agung, il vulcano più alto dell'isola: villaggi di tessitori, sentieri fra i campi, pochi alberghi. Munduk è a nord, fra le colline sopra i laghi Buyan e Tamblingan, con piantagioni, cascate e un clima più fresco: la sera serve una felpa. Sono le basi per chi vuole camminare e dormire nel silenzio, non per chi vuole uscire la sera. Da qui si raggiungono le risaie a terrazze di Jatiluwih, parte del paesaggio del subak riconosciuto dall'UNESCO.
Amed: il mare a est
Amed è una fila di villaggi di pescatori sulla costa nord-orientale, con spiagge di sabbia scura e coralli vicino a riva. Lo snorkeling si fa partendo dalla spiaggia, senza barca. Pochi chilometri più a nord, a Tulamben, c'è il relitto della Liberty, un mercantile americano silurato nel 1942 e arenato sulla costa: nel 1963 i terremoti dell'eruzione dell'Agung lo fecero scivolare in mare, e oggi sta su un pendio di sabbia da pochi metri a una trentina di profondità. Amed è a circa novanta chilometri dall'aeroporto, che con il traffico del sud diventano mezza giornata di trasferimento: conviene come seconda base, per tre notti almeno.
Il sud: Seminyak, Uluwatu, Sanur
Seminyak è la zona dei ristoranti, dei negozi e dei beach club; il mare è oceano aperto, con onde e correnti. Uluwatu, sulla penisola di Bukit, ha scogliere, spiagge piccole sotto la parete e il tempio a picco a settanta metri sul mare, dove al tramonto si assiste al kecak: la danza con il coro di uomini seduti in cerchio fu adattata negli anni Trenta dal pittore tedesco Walter Spies proprio per il pubblico occidentale. Sanur, a est, è più tranquilla, con una lunga passeggiata sul mare e acqua protetta dalla barriera: è la più adatta alle famiglie e il porto per Nusa Lembongan. Per l'ultima notte prima del volo, il sud ha senso; per una settimana, quasi mai.
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