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È la traversata di Java da ovest a est e poi il giro di Bali dal nord al sud: due religioni, due fusi orari, due vulcani attivi visti all'alba. Si cambia letto spesso e due notti su tredici la sveglia suona prima delle quattro; in cambio vedi in ordine, senza voli inutili, come i regni buddhisti e induisti di Java di mille anni fa arrivano fino alla Bali di oggi. È un viaggio per chi sta bene in cammino e accetta giornate lunghe in auto.
Non è per chi cerca una vacanza di mare con qualche escursione: le notti di spiaggia sono tre, alla fine. A chi ha problemi di cuore o di respiro sconsigliamo l'Ijen, che dal 2024 chiede un certificato medico; a loro proponiamo la stessa traccia fermandosi al Bromo e passando a Bali in volo, oppure il nostro itinerario Bali e Gili Air.
Cosa cambiare. - Con una notte in più a Yogyakarta la giornata di arrivo smette di essere una corsa: Kraton e Prambanan il primo giorno, il Purba con calma il secondo. Si può anche arrivare direttamente a Yogyakarta con il volo internazionale e saltare la notte a Jimbaran. - Chi non se la sente dell'Ijen può restare a Ketapang la mattina e passare a Bali con calma: la traccia perde il cratere, non il resto. - La stagione migliore per i vulcani è quella secca, da maggio a settembre; in luglio e agosto c'è più gente sia al Bromo sia a Bali. Fuori stagione si possono aggiungere due notti di mare a Pemuteran invece che a Sanur.
Giorno per giorno
- Giorno 1
Jimbaran, la prima sera sul mare
Dall'aeroporto di Denpasar a Jimbaran sono venticinque minuti di strada, ed è per questo che la prima notte si dorme qui: dopo un volo intercontinentale non si affronta il traffico verso il centro dell'isola. La baia guarda a ovest, quindi il primo tramonto lo vedi dalla spiaggia senza muoverti. Un'abitudine di Bali da conoscere subito: una volta l'anno, a marzo, nel giorno di Nyepi che apre il nuovo anno del calendario Saka, l'aeroporto resta chiuso per ventiquattro ore, le luci si spengono e nessuno può uscire per strada, turisti compresi, mentre i pecalang, le guardie dei villaggi, controllano che sia rispettato il silenzio. Se un giorno ti capita di partire in marzo, verifica la data prima di prenotare il volo. Notte: Jimbaran, hotel sulla spiaggia, camera deluxe Incluso oggi: transfer privato dall'aeroporto
- Giorno 2
Yogyakarta, il palazzo del sultano e Prambanan
Volo del mattino da Denpasar a Yogyakarta, circa un'ora e mezza; all'atterraggio l'orologio va indietro di un'ora, perché Java segue un fuso diverso da Bali. Il Kraton, la reggia fondata nel 1755 da Hamengkubuwono I, è ancora la casa del sultano: chiude alle 14.30 ed è chiuso il lunedì, quindi va visto per primo, poi il Taman Sari, il giardino d'acqua della corte. Nel pomeriggio Prambanan, 240 templi in origine e quello di Shiva alto 47 metri, inaugurato nell'856. La leggenda dice che la principessa Roro Jonggrang chiese a un pretendente mille templi in una notte e lo ingannò al novecentonovantanovesimo, fingendo l'alba: lui la trasformò nella statua che manca. Con il volo del mattino la passeggiata fra risaie e palmeti verso il vecchio vulcano Purba (tre-quattro ore, 400 metri di dislivello) sta stretta: si fa solo se l'arrivo è presto. Notte: Yogyakarta, hotel, camera deluxe Incluso oggi: volo Denpasar–Yogyakarta, auto con autista, ingressi a Kraton, Taman Sari e Prambanan, guida locale per il Purba, colazione
- Giorno 3
Il gamelan a Candirejo e la salita a Borobudur
Si esce verso nord, un'ora abbondante di strada, fino a Candirejo, un villaggio che vive di agricoltura e di turismo di comunità: qui ti mettono davanti a un gamelan, l'orchestra di gong, metallofoni e tamburi che dal 2021 l'UNESCO protegge come patrimonio immateriale. Si suona tutti insieme, ciascuno una parte che da sola non dice niente. Pranzo in paese, poi Borobudur. Costruito dalla dinastia Sailendra fra la fine dell'VIII e l'inizio del IX secolo, ha 72 stupa traforati sulle terrazze circolari e più di 2.600 pannelli scolpiti; altri 160 rilievi, quelli sul karma, sono murati nella base e se ne vede solo un angolo. Oggi si sale in turni da 150 persone, con guida obbligatoria e sandali di bambù forniti all'ingresso: il biglietto con la salita va prenotato con largo anticipo, perché in alta stagione finisce. Rientro a Yogyakarta nel tardo pomeriggio. Notte: Yogyakarta, hotel, camera deluxe Incluso oggi: auto con autista, incontro con il gamelan, pranzo, biglietto di Borobudur con salita e guida, colazione
- Giorno 4
Sukuh, Ceto e il batik di Solo
Due ore e mezza verso est, sulle pendici del vulcano Lawu. Sukuh, a 910 metri, è un tempio induista del 1437 a forma di piramide tronca a terrazze, lontanissimo dalle forme di Prambanan; all'ingresso, inciso nel pavimento, c'è un lingam e yoni in unione, segno di un culto della fertilità che qui non si nascondeva. Più in alto, Ceto sale per tredici terrazze, con portali che ricordano quelli di Bali. Fra i due templi si cammina un paio d'ore nelle piantagioni di tè, con assaggio alla fine. Nel pomeriggio si scende a Surakarta, cioè Solo, città del batik. A una quindicina di chilometri a nord c'è Sangiran, il sito dove nel 1934 l'antropologo von Koenigswald cominciò gli scavi che restituirono fossili di Homo erectus: il museo racconta la valle com'era un milione di anni fa. Porta una giacca leggera per la mattina in quota. Notte: Surakarta, hotel, camera deluxe Incluso oggi: auto con autista, ingressi a Sukuh e Ceto, passeggiata nel tè con guida e assaggio, museo di Sangiran, colazione
- Giorno 5
In treno verso est, fino al bordo della caldera
Si lascia l'auto e si sale sul treno per Mojokerto, in classe executive: secondo il convoglio, fra due ore e mezza e quattro. È il modo più tranquillo di attraversare la pianura di Java: chiedi il posto al finestrino. Mojokerto non è una città che si visita, ma nel suo territorio c'è Trowulan, quella che gli archeologi considerano la capitale di Majapahit, il grande regno giavanese del Trecento e del Quattrocento: rovine di mattoni rossi sparse su un centinaio di chilometri quadrati. Alla stazione aspetta l'autista; quattro ore di strada, l'ultima in salita, fino a Cemoro Lawang, sul bordo della caldera del Tengger. Se arrivi con la luce, fai due passi verso il ciglio: sotto c'è il mare di sabbia, nel mezzo il Bromo che fuma. Di sera fa freddo davvero. Notte: Cemoro Lawang, hotel sul bordo della caldera, camera superiore Incluso oggi: treno Solo–Mojokerto, auto con autista, colazione
- Giorno 6
L'alba sul Bromo, poi la lunga strada per Ketapang
Si parte a notte fonda in jeep per il Penanjakan, il belvedere a 2.770 metri da cui all'alba si vedono il Bromo, il Batok e, dietro, il Semeru, 3.676 metri, la montagna più alta di Java, in eruzione quasi continua dal 1967. Diciamolo: sul belvedere non sei mai solo, nei fine settimana e nelle feste indonesiane la folla è circa il triplo dei giorni feriali, e se il cielo è coperto l'alba non si vede. Conviene un giorno feriale e un piumino. Poi si scende nel mare di sabbia, protetto dal 1919, fino al cratere: per i Tengger, induisti, è un luogo sacro, e nella festa di Kasada vi gettano frutta, riso, fiori e animali come offerta. Il tempio sulla piana, Pura Luhur Poten, è di pietra vulcanica nera e non di mattone. Rientro per la colazione e sei ore d'auto verso Ketapang, sullo stretto di Bali. Notte: Ketapang, hotel sullo stretto, camera superiore Incluso oggi: jeep privato per il Penanjakan e il mare di sabbia, ingresso al parco, auto con autista, colazione
- Giorno 7
Gombeng Sari, caffè e capre
Una giornata senza sveglia all'alba, prima dell'Ijen. Tre quarti d'ora d'auto fino a Gombeng Sari, sulle colline sopra Banyuwangi, dove con una guida del posto si cammina tre ore (150 metri di dislivello) fra gomma, cacao, spezie e soprattutto caffè. È quasi tutto robusta, coltivato fra 400 e 600 metri da un gruppo di agricoltori che lo lavora da sé con metodo naturale invece di vendere le bacche crude: è la ragione per cui qui il turismo serve a qualcosa. Il villaggio alleva anche capre etawa, una razza da latte dalle orecchie lunghissime, e il latte lo fanno assaggiare. Pranzo da una famiglia della cooperativa. Nel pomeriggio, in hotel, guardi Bali dall'altra parte dello stretto: vai a letto presto. Notte: Ketapang, hotel sullo stretto, camera superiore Incluso oggi: auto con autista, guida locale, pranzo, colazione
- Giorno 8
Il cratere dell'Ijen, poi il traghetto
Il cancello di Paltuding apre alle due di notte. Servono biglietto e certificato medico di non più di tre giorni, che l'agenzia predispone; con asma o problemi di cuore non si sale. Quattro ore andata e ritorno con la guida, 400 metri di dislivello. In cima c'è il più grande lago di cratere fortemente acido del mondo, con un pH misurato fra 0,1 e 0,5. I fumi di zolfo possono arrivare all'improvviso: la maschera antigas la porti, e la usi. I minatori portano su dal fondo del cratere ceste da 75-90 chili, due volte al giorno; sul sentiero altri offrono i carretti per farsi trainare in salita, a prezzo da concordare prima. Il fuoco blu può mancare e la discesa al cratere essere chiusa: non contarci. Il primo venerdì del mese l'Ijen è chiuso. Bagno alla cascata di Jagir, pranzo, poi un'ora di traghetto e un'ora d'auto fino a Pemuteran. Notte: Pemuteran, hotel sul mare, camera deluxe Incluso oggi: auto con autista, biglietto dell'Ijen, guida, maschera, certificato medico, cascata di Jagir, traghetto, colazione
- Giorno 9
Menjangan, coralli a un metro
Venti minuti di barca dalla costa e si è a Menjangan, isola del Parco nazionale di Bali Barat: il nome vuol dire "cervo", e i cervi scendono davvero fino alla spiaggia, anche se non c'è giorno in cui sia garantito. I coralli in certi punti sono a un metro di profondità, quindi lo snorkeling va bene anche per chi nuota poco; ci sono tartarughe, a volte. Fra un'uscita e l'altra ci si ferma a un piccolo tempio sull'isola, e il pranzo è un picnic. Al rientro, se hai ancora gambe, il belvedere di Bukit Kursi sopra la baia. Pemuteran ha una storia sua: dal giugno 2000 la scogliera davanti al paese viene ricostruita con le strutture Biorock, gabbie d'acciaio percorse da una corrente elettrica che fa depositare minerali su cui il corallo attecchisce. Si vedono a nuoto dalla spiaggia. Notte: Pemuteran, hotel sul mare, camera deluxe Incluso oggi: uscita in barca con snorkeling e pranzo (a orario fisso con altri viaggiatori; in privato su richiesta), biglietto del parco, colazione
- Giorno 10
Il monastero buddhista e le cascate di Munduk
Si lascia la costa e si sale verso i laghi, due ore di strada. A metà c'è il Brahma Vihara Arama, monastero fondato nel 1969 dal monaco Bhante Giri sopra Lovina: in un'isola quasi tutta induista è il punto in cui ti accorgi che il buddhismo visto a Borobudur non è sparito, si è solo ritirato. Le terrazze guardano il mare del nord. Poi Munduk, dove fa fresco anche ad agosto: qui una guida del villaggio ti porta per tre ore fra piantagioni, risaie e due o tre cascate, con 150 metri di dislivello. Il sentiero è scivoloso dopo la pioggia: servono scarpe con la suola, non sandali. La sera si dorme in un bungalow fra gli alberi e si sente solo la pioggia, quando c'è. Notte: Munduk, bungalow Incluso oggi: auto con autista, ingresso al monastero, guida locale e ingressi alle cascate, colazione
- Giorno 11
Dal lago Beratan alla caldera del Batur
Mercato delle spezie a Bedugul, poi il tempio di Ulun Danu Beratan, del 1633, che sembra galleggiare sul lago: è dedicato a Dewi Danu, la dea delle acque. Il lago irriga il centro di Bali, e i piccoli templi dell'acqua delle risaie a valle, uno per ogni subak, dipendono da quell'acqua. Poi la regione di Kintamani e due ore di discesa nella caldera del Batur, sulle lingue di lava nera; una delle colate che si vedono da Kintamani è del 1963, l'ultima eruzione è del 2000. Poi le sorgenti calde sul lago. Sulla strada per Ubud, Tirta Empul, la fonte sacra del 962 dove i balinesi fanno il melukat, la purificazione sotto le cannelle. Si entra con sarong e fascia in vita (se non li hai, si noleggiano all'ingresso); le donne con il ciclo, per regola del tempio, non entrano. Tre ore e mezza d'auto in tutto. Notte: Ubud, hotel, camera deluxe Incluso oggi: auto con autista, ingressi a Ulun Danu Beratan e Tirta Empul, guida per la caldera, sorgenti calde, contributo di Kintamani, colazione
- Giorno 12
Ubud, poi le terrazze di Jatiluwih
Il Palazzo reale di Ubud si visita la mattina presto, prima dei gruppi; il mercato dell'artigianato è di fronte. La Foresta delle Scimmie, a sud del centro, è proprietà del villaggio di Padangtegal: ci vivono circa 1.260 macachi e tre templi del Trecento. Non dare cibo, non tirare indietro la mano se una scimmia prende qualcosa, e metti in borsa occhiali e orecchini. Poi un'ora e mezza fino a Jatiluwih, sotto il monte Batukaru, dove le terrazze fanno parte del paesaggio del subak iscritto dall'UNESCO nel 2012. Il subak è la cooperativa che divide l'acqua fra i campi da almeno mille anni: i contadini di uno stesso canale decidono insieme quando allagare e quando seminare, attorno a un tempio dell'acqua, secondo l'idea balinese del Tri Hita Karana, l'equilibrio fra dei, uomini e natura. Cammina sui sentieri lunghi, non solo al belvedere. In serata a Sanur. Notte: Sanur, hotel sul mare, camera superiore Incluso oggi: auto con autista, ingressi alla Foresta delle Scimmie e a Jatiluwih, colazione
- Giorno 13
Sanur, il mare tranquillo e la pietra del 914
Giornata libera. Sanur ha un mare protetto dalla barriera, senza le onde del sud-ovest, e un lungomare pedonale di qualche chilometro che si percorre a piedi o in bicicletta. All'estremità meridionale, dentro il piccolo tempio di Blanjong, c'è una colonna di pietra che porta la data del 4 febbraio 914: è la prima iscrizione balinese conosciuta in cui un re, Sri Kesari Warmadewa, lascia scritto il proprio nome, in sanscrito e in antico balinese, chiamando l'isola Vali-dvipa. È ancora dove fu piantata, ma la si è ritrovata solo nel 1932. Se vuoi un massaggio, Sanur ne ha molti; se vuoi una cosa da fare, la mattina presto la spiaggia è dei balinesi che fanno il bagno prima del lavoro. Notte: Sanur, hotel sul mare, camera superiore Incluso oggi: colazione
- Giorno 14
Partenza
Mattinata libera. L'aeroporto è a mezz'ora, ma il traffico del sud di Bali allunga facilmente i tempi: l'autista passa a prenderti con un margine che decide l'agenzia in base all'orario del volo. Se il volo è di sera, l'ultima cosa da fare è un bagno all'alba e una colazione lunga sul lungomare. Incluso oggi: transfer privato all'aeroporto, colazione
Di solito comprende
- Su misura e in autonomia, con auto e autista privato per tutti gli spostamenti, come si viaggia normalmente in Indonesia
- alloggi, volo interno, treno, traghetto e attività prenotati dall'agenzia, roadbook in italiano. Guide locali private solo dove servono (sentieri del Purba, Borobudur, piantagioni di Gombeng Sari, Ijen, Munduk, caldera del Batur)
- il jeep del Bromo è privato, mentre la barca per Menjangan è un'uscita a orario fisso con altri viaggiatori, in privato su richiesta
Non comprende
- voli dall'Italia
- pasti salvo colazioni e i pranzi dei giorni 3
- 7 e 9
- la tassa turistica di Bali (IDR 150.000 a persona, si paga online prima di partire)
- il carretto sull'Ijen
- attività facoltative
- mance
- assicurazione viaggio
Questo è un punto di partenza
Nessuno parte esattamente così. Dicci cosa ti piace di questo itinerario e cosa cambieresti: lo ricostruiamo con l'agenzia locale sulle tue date, sul tuo ritmo e sul numero di persone che siete.
Parti da questo itinerarioLe durate e i prezzi indicati sono indicativi e riferiti a questa traccia: il prezzo definitivo nasce con la proposta, costruita sulle tue date. Il viaggio è organizzato e venduto dall'agenzia locale partner, che ne è l'organizzatore ai sensi del Codice del Turismo.
