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Un viaggio in due tempi: sette notti di Bali vista dall'interno, fra arte, risaie, laghi e un vulcano, e tre notti su un'isola dove non circolano auto né motorini. Si comincia piano, con quattro notti nello stesso letto a Ubud per smaltire il fuso, e si chiude al mare. È pensato per una coppia che cammina volentieri e vuole anche fermarsi.
Non è per chi cerca una settimana di resort: fra Ubud e Gili Air si cambia albergo quattro volte in quattro notti, e una sveglia è alle due e mezza per il Batur. Chi soffre il mare deve sapere che il fast boat dura un paio d'ore in acque aperte. A chi vuole meno strada proponiamo Ubud e Gili Air con una notte a Munduk, senza Kintamani e Amed.
Cosa cambiare. - Chi non vuole la sveglia nel cuore della notte può vedere la caldera del Batur dal bordo, a Kintamani, e risparmiarsi la salita: la giornata diventa più corta e si arriva ad Amed per pranzo. - Con una notte in più a Munduk il lago Tamblingan e Sekumpul si fanno in due giorni invece che in uno, e il viaggio perde la sola giornata davvero tirata della prima parte. - Al posto di Gili Air si può scegliere Nusa Lembongan, più vicina a Bali, con traversate più brevi; si perde l'isola senza motori, si guadagna mezza giornata di viaggio.
Giorno per giorno
- Giorno 1
Ubud, dove arrivò un pittore tedesco
Un'ora e venti di strada dall'aeroporto, e si è a Ubud, il centro dell'artigianato e della pittura di Bali. Non è stato sempre così: una parte di questa fama la si deve a Walter Spies, pittore e musicista tedesco che si stabilì a Bali nel 1927 e visse nove anni a Campuan, alla confluenza di due fiumi appena fuori dal centro, dove passavano a trovarlo artisti e studiosi. Morì nel 1942, internato, quando la nave che lo deportava a Ceylon fu bombardata. Oggi la prima sera serve solo a capire il quartiere: il mercato dell'artigianato, qualche galleria, una cena presto. La camera è un padiglione di legno affacciato sulle risaie, ed è lì che passerai più tempo di quanto pensi. Notte: Ubud, villa in legno con vista sulle risaie Incluso oggi: transfer privato dall'aeroporto
- Giorno 2
Ubud, il calendario dei 210 giorni
Mattina libera, per il fuso; nel primo pomeriggio un massaggio balinese, il resto è tuo. Se esci a piedi, è facile incontrare una processione con le offerte sulla testa: i templi festeggiano il loro anniversario, l'odalan, secondo il Pawukon, un calendario di 210 giorni in cui scorrono insieme dieci settimane parallele, da uno a dieci giorni. Le settimane da cinque e da sette giorni sono quelle che contano di più: certe loro combinazioni fanno i giorni propizi per una cerimonia o un matrimonio. Per questo a Bali una festa quasi mai cade nella stessa data dell'anno prima. In pratica: se una strada è chiusa per una processione si aspetta, e se ti invitano a guardare da vicino serve un sarong. Notte: Ubud, villa in legno con vista sulle risaie Incluso oggi: massaggio, colazione
- Giorno 3
Le donne di PKP e i santuari scavati nella roccia
La mattina l'autista ti porta al PKP Community Centre, un centro che forma e sostiene le donne del posto, con corsi di cucina e di inglese; la visita nasce dalla collaborazione con Planeterra, la fondazione che sostiene progetti di turismo di comunità. Le attività dipendono dal giorno: un laboratorio di offerte, una dimostrazione di cucina, il batik, una lezione di yoga. Si pranza con loro. Poi Tampaksiring e Gunung Kawi: dieci santuari dell'XI secolo scolpiti nella parete della gola del fiume Pakerisan, in nicchie alte sette metri, dedicati forse al re Anak Wungsu e alle sue regine. Ci si arriva con una lunga scalinata fra le risaie, e al ritorno si sale: fallo prima del caldo del primo pomeriggio. Rientro a Ubud verso sera. Due ore e mezza d'auto in tutto. Notte: Ubud, suite Incluso oggi: auto con autista, visita al PKP con pranzo, ingresso a Gunung Kawi, colazione
- Giorno 4
In bicicletta fra i villaggi
Un breve trasferimento e si pedala per circa due ore con una guida del posto fra villaggi, piantagioni e templi di famiglia. Quando la guida ti presenta qualcuno, fai caso ai nomi: a Bali il primo figlio si chiama Wayan, Putu o Gede, il secondo Made o Kadek, il terzo Nyoman o Komang, il quarto Ketut. Al quinto si ricomincia da Wayan, che allora diventa "Wayan Balik", Wayan di nuovo. Così in un villaggio ci sono decine di Made, e ci si distingue con soprannomi. Pranzo e rientro in albergo. Il pomeriggio è libero: una danza la sera, una lezione di pittura, il mercato, lo yoga o la Foresta delle Scimmie, tutto facoltativo e da pagare sul posto. Notte: Ubud, villa in legno con vista sulle risaie Incluso oggi: giro in bicicletta con guida e pranzo, colazione
- Giorno 5
Sotto il Batukaru, poi Munduk
Si lascia Ubud verso le montagne del centro-ovest, due ore e mezza con le soste. Prima fermata alle cascate di Sing Sing, poi Belimbing, un paese sulle pendici del Batukaru, il vulcano di 2.276 metri che chiude a nord la regione di Tabanan. Qui una guida locale ti porta per due ore fra foresta e terrazze di riso, con il pranzo al sacco. Le terrazze non sono decorative: sono la forma che il subak, la cooperativa che divide l'acqua fra i campi da più di mille anni, ha dato alla montagna. Le pendici del Batukaru sono una delle aree del paesaggio del subak che l'UNESCO ha iscritto nel 2012. Nel pomeriggio si prosegue per Munduk. Si dorme in una cabina di legno nella foresta: fa fresco, una felpa serve. Notte: Munduk, cabina nella foresta Incluso oggi: auto con autista, cascate di Sing Sing, cammino con guida e pranzo al sacco, colazione
- Giorno 6
Il lago Tamblingan in piroga, poi Sekumpul
La mattina si scende al lago Tamblingan, il più piccolo dei tre laghi nati dentro un'antica caldera, a 1.217 metri, e lo si attraversa su una piroga di legno guidata da un barcaiolo del posto. Sulla riva meridionale c'è Gubug, il solo villaggio affacciato sul lago; il tempio principale, Pura Dalem Tamblingan, compare già in un'iscrizione su rame del X secolo. L'area è protetta e il governo l'ha dichiarata zona di turismo spirituale: niente costruzioni nuove. Si riparte verso est, e da Sudaji si cammina un paio d'ore fra risaie e giungla fino alle cascate di Sekumpul; il fondo è ripido e bagnato, servono scarpe chiuse. Poi Kintamani: due ore e mezza d'auto in tutto. Si cena presto, perché la sveglia di domani è nel cuore della notte. Notte: Kintamani, suite con vista sul vulcano Incluso oggi: auto con autista, piroga sul Tamblingan, cammino con guida a Sekumpul, colazione
- Giorno 7
L'alba sul Batur, poi Tirta Gangga e Amed
Si parte verso le tre con la lampada frontale. Il Batur è alto 1.717 metri e sta nel mezzo di due caldere una dentro l'altra, la più grande di 10 per 13 chilometri: si sale in circa due ore, 550 metri di dislivello su sabbia vulcanica che scivola, e si scende in altrettante. La guida dell'associazione del villaggio è di fatto obbligatoria, e in cima a volte cuoce le uova nel vapore che esce dal terreno. Con le nuvole il sole non si vede: capita. Scendendo, bagno nelle sorgenti calde con vista sul monte Abang. Poi due ore verso est, con sosta a Tirta Gangga, il palazzo delle acque che l'ultimo re di Karangasem cominciò nel 1946 e chiamò come il Gange: l'eruzione dell'Agung del 1963 lo distrusse quasi del tutto. La sera ad Amed, villaggio di pescatori sul mare. Notte: Amed, suite sul mare Incluso oggi: auto con autista, salita al Batur con guida, sorgenti calde, ingresso a Tirta Gangga, colazione
- Giorno 8
Oltre la linea di Wallace, fino a Gili Air
Un'ora e mezza d'auto fino al porto di Padangbai, poi il fast boat: circa due ore, a volte di più per le soste. Attraversi lo stretto di Lombok, trentacinque chilometri d'acqua che separano due mondi animali. Il naturalista Alfred Russel Wallace se ne accorse a metà Ottocento e lo scrisse nel 1859: di qua uccelli e mammiferi asiatici, di là cominciano le specie australiane. Il canale è così profondo che non si è mai prosciugato, nemmeno quando il mare era 120 metri più basso, e così gli animali non sono passati. Gili Air, come Meno e Trawangan, appartiene a Lombok, e un'ordinanza locale vieta auto e motorini: ci si muove a piedi, in bicicletta o con il cidomo, il calesse a cavallo. Con mare grosso le corse ritardano o saltano: per questo fra l'isola e il volo di rientro c'è una notte a Bali. Notte: Gili Air, villa con piscina privata Incluso oggi: auto con autista fino al porto, fast boat Padangbai–Gili Air, colazione
- Giorno 9
Gili Air, a piedi e in bicicletta
Giornata libera, e qui si capisce perché ne abbiamo lasciate tre. "Gili" in lingua sasak vuol dire semplicemente piccola isola. Ci vivono circa 1.800 persone, quasi tutte musulmane, a differenza di Bali: la chiamata alla preghiera la senti all'alba, e nel villaggio all'interno si gira con spalle e ginocchia coperte, mentre in spiaggia vale il costume. Il giro dell'isola lungo la costa si fa in bicicletta senza fatica, fermandosi dove l'acqua è più chiara. Lo snorkeling si fa da riva, con maschera e pinne a noleggio: sulla barriera del lato est le tartarughe si vedono spesso, ma non sempre. Le scarpette da scoglio servono: con la bassa marea in certi punti si cammina sul fondo. Notte: Gili Air, villa con piscina privata Incluso oggi: colazione
- Giorno 10
Gili Air, oppure Gili Meno in barca
Seconda giornata libera. Se vuoi muoverti, dal porto partono barche condivise e private che fanno il giro delle tre isole con soste per lo snorkeling; a Gili Meno c'è un piccolo santuario delle tartarughe marine, e la visita dura poco. Se non vuoi muoverti, è il giorno giusto per non farlo: Gili Air è più tranquilla di Trawangan, dove la sera è fatta di musica e bar fino a tardi. Il tramonto si guarda dal lato ovest dell'isola. Una cosa pratica: porta contanti in rupie, perché i piccoli warung e le barche quasi sempre vogliono quelli. Notte: Gili Air, villa con piscina privata Incluso oggi: colazione
- Giorno 11
Ritorno a Bali, il tempio sulla scogliera
In tarda mattinata si va a piedi al porto e il fast boat riporta a Bali; poi due ore e mezza d'auto fino a Jimbaran. Se arrivi in tempo, la sera vale una deviazione facoltativa di mezz'ora verso sud: Pura Luhur Uluwatu, il tempio sulla punta della penisola del Bukit, sta su una scogliera alta settanta metri. Lo ampliò nell'XI secolo il saggio giavanese Empu Kuturan, e la tradizione vuole che cinque secoli dopo un altro saggio, Dang Hyang Nirartha, vi abbia raggiunto la liberazione spirituale. Alle sei, sulla scogliera, si balla il kecak con il tramonto alle spalle (biglietto a parte). I macachi del tempio rubano occhiali e ciabatte e li restituiscono in cambio di frutta: alcuni studi dicono che lo hanno imparato e lo insegnano ai piccoli. Notte: Jimbaran, bungalow Incluso oggi: fast boat Gili Air–Padangbai, auto con autista fino a Jimbaran, colazione
- Giorno 12
Partenza
Dall'albergo all'aeroporto sono una ventina di minuti, quando il traffico lo permette. Se il volo è nel pomeriggio, l'ultima cosa da fare è la spiaggia di Jimbaran la mattina presto, quando le barche dei pescatori rientrano sulla sabbia. Incluso oggi: transfer privato all'aeroporto, colazione
Di solito comprende
- Su misura e in autonomia, con autista privato a Bali, come si viaggia normalmente sull'isola
- alloggi, fast boat e attività prenotati dall'agenzia, roadbook in italiano. Guide locali private solo dove servono: la pedalata intorno a Ubud, il cammino sotto il Batukaru e la salita al Batur, dove la guida del villaggio è di fatto obbligatoria. Il fast boat per Gili Air è una corsa di linea con altri passeggeri. A Gili Air niente è prenotato: le giornate sono vostre
Non comprende
- voli dall'Italia
- pasti salvo colazioni e i pranzi dei giorni 3
- 4 e 5
- la tassa turistica di Bali (IDR 150.000 a persona)
- attività facoltative a Ubud
- a Gili Air e a Uluwatu
- mance
- assicurazione viaggio
Questo è un punto di partenza
Nessuno parte esattamente così. Dicci cosa ti piace di questo itinerario e cosa cambieresti: lo ricostruiamo con l'agenzia locale sulle tue date, sul tuo ritmo e sul numero di persone che siete.
Parti da questo itinerarioLe durate e i prezzi indicati sono indicativi e riferiti a questa traccia: il prezzo definitivo nasce con la proposta, costruita sulle tue date. Il viaggio è organizzato e venduto dall'agenzia locale partner, che ne è l'organizzatore ai sensi del Codice del Turismo.
