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Verso Oriente · Indonesia

Borneo in klotok: un villaggio dayak, tre notti sul Sekonyer e due giorni a ripiantare la foresta

Da Giacarta a Pangkalan Bun in volo, due notti in un villaggio dayak, tre notti in klotok sul fiume Sekonyer fino a Camp Leakey e due notti con un'organizzazione che riforesta il parco di Tanjung Puting

Foto: viendomundo / Depositphotos

Durata 12 notti
Da 2.750 € a persona
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natura e trekkingavventurafotografia

il cuore del viaggio è il klotok, una barca di legno a due piani su cui si mangia, si dorme sotto la zanzariera e si risale il fiume a passo d'uomo per tre notti: è il modo più lento e più adatto di vedere gli oranghi del Borneo. Attorno ci sono un villaggio dayak e due giorni di lavoro vero in un vivaio di alberi. È per chi sopporta caldo umido, sanguisughe e comodità essenziali, e preferisce un viaggio con un senso a uno con una piscina.

non è per chi ha bisogno dell'aria condizionata per dormire (in klotok e al campo non c'è) o non vuole sporcarsi le mani nei giorni di riforestazione. Chi vuole solo gli oranghi senza il resto può fare tre notti di klotok e due a Pangkalan Bun; chi cerca il Borneo con più comfort guardi al Sabah malese. Da novembre a febbraio piove molto, i sentieri scivolano e gli oranghi si vedono meno: i mesi migliori vanno da giugno ad agosto, con aprile e maggio più tranquilli.

Cosa cambiare. - Chi ha meno tempo toglie le due notti al villaggio dayak (−2 notti) e va direttamente al klotok. - Chi preferisce più comfort sceglie un klotok "deluxe" con cabina chiusa e aria condizionata: il klotok costa poco più di una volta e mezza quello standard. - Chi non vuole i giorni di riforestazione li sostituisce con una notte in più in klotok e una in un ecolodge ai margini del parco.

Giorno per giorno

  1. Giorno 1

    Arrivo a Giacarta

    L'autista ti aspetta agli arrivi di Soekarno-Hatta, e in venti minuti sei in hotel: si dorme accanto all'aeroporto, non in centro, perché il traffico di Giacarta si misura in ore e il volo per il Borneo è fra due giorni, al mattino presto. Il primo giorno serve a riprendersi dal viaggio e dal fuso: cinque ore avanti rispetto all'Italia d'estate, sei d'inverno. La sera si cena in hotel. Un'avvertenza che vale per tutto il viaggio: in Indonesia i voli interni cambiano orario con frequenza, anche più volte fra la prenotazione e la partenza; l'agenzia locale partner segue le modifiche e ti avvisa, e per questo il programma ha un giorno di riserva alla fine. Notte: Giacarta, hotel 4 stelle vicino all'aeroporto Incluso oggi: transfer dall'aeroporto

  2. Giorno 2

    Giacarta vecchia: Kota, Glodok, Sunda Kelapa

    Una giornata in auto con autista anglofono, partendo presto per anticipare il traffico. Kota è la Batavia della Compagnia olandese delle Indie: il municipio, lo Stadhuis, fu completato nel 1710 ed è oggi il museo di storia della città; nelle celle sotto il portico, usate come prigione fino al 1846, nel 1830 fu rinchiuso il principe Diponegoro, che aveva guidato la guerra di Giava contro gli olandesi. Nella piazza davanti c'è Si Jagur, un cannone portoghese con una mano chiusa nel gesto della fica, che le donne venivano a toccare per avere figli. Poi Glodok, la Chinatown, e il porto di Sunda Kelapa, con i velieri di legno ancora ormeggiati in fila. Il Museo Nazionale e la moschea Istiqlal si aggiungono se sono aperti. Notte: Giacarta, stesso hotel Incluso oggi: auto con autista, ingressi

  3. Giorno 3

    Volo per Pangkalan Bun e il villaggio dayak

    Il volo per Pangkalan Bun, nel Kalimantan centrale, dura un'ora e mezza; poi quattro o cinque ore d'auto verso l'interno, fra piantagioni e foresta, fino al villaggio dayak. Lungo la strada, il mercato e il villaggio di Mendawai. All'arrivo c'è il benvenuto con le danze, il tramonto dalla collina di Kilat e il bagno nel fiume, che qui è la doccia di tutti. Dayak non è un popolo solo: è il nome che si dà alle decine di gruppi dell'interno del Borneo, ognuno con la sua lingua e le sue regole. Si dorme in una casa di famiglia, su materassi stesi a terra, ed è normale che i bambini vengano a guardarti: porta un quaderno e dei colori, funzionano meglio delle caramelle. Notte: villaggio dayak, homestay in casa tradizionale Incluso oggi: volo interno, auto con autista, guida, colazione e cena

  4. Giorno 4

    Una giornata con il villaggio e la notte nella foresta

    La mattina si segue la vita del villaggio: la pesca, il tiro con l'arco, l'intreccio dei cesti di rattan. Poi si entra nella foresta con gli uomini del villaggio, si impara a costruire un riparo con pali e foglie e a preparare il pasto con quello che offre la foresta, e la sera si resta lì, attorno al fuoco. Il campo è una tenda o un riparo coperto, secondo quanti siete. Qui si incontrano le prime sanguisughe: sono innocue, ma fastidiose; le calze anti-sanguisughe alte fino al ginocchio, sopra i pantaloni, risolvono quasi tutto, e nella stagione secca, fra giugno e agosto, sono meno. Una torcia frontale per la notte è indispensabile. Notte: campo nella foresta (tenda o riparo) o casa tradizionale Incluso oggi: guide del villaggio, pensione completa

  5. Giorno 5

    Il rientro, passando per le palme da olio

    Una passeggiata all'alba di mezz'ora, la scuola del villaggio, un ultimo bagno nel fiume e un laboratorio di collane di semi. Poi circa cinque ore di strada fino a Pangkalan Bun, con una sosta in una piantagione di palma da olio, perché un viaggio nel Borneo senza vederne una non direbbe la verità. Oltre il fiume Kumai, il confine nord del parco di Tanjung Puting, la foresta di torba è stata tagliata per far posto alle palme; nel parco, circa due terzi della foresta primaria risultano degradati. Quello che vedrai nei prossimi giorni è ciò che resta, e il motivo per cui le giornate di riforestazione sono nel programma. Arrivo a Pangkalan Bun nel tardo pomeriggio e doccia calda. Notte: Pangkalan Bun, hotel 3 stelle Incluso oggi: auto con autista, colazione

  6. Giorno 6

    Il klotok parte da Kumai

    In un quarto d'ora d'auto si arriva al porto di Kumai, dove ti aspetta il klotok con il capitano, il cuoco, un aiutante e la guida. Il ponte di sopra è tuo: il giorno è la sala da pranzo, la sera ci si stende il materasso con la zanzariera. Si risale il Sekonyer, che scorre marrone per la terra che arriva dalle piantagioni; non si fa il bagno, perché ci sono i coccodrilli. Lungo le rive si vedono le nasiche, le scimmie con il naso lungo che vivono solo nel Borneo, i macachi, i varani, a volte un coccodrillo. Prima tappa, il centro di riabilitazione di Tanjung Harapan, con il primo pasto alle piattaforme. La sera si ormeggia dove gli alberi lungo il fiume si accendono di lucciole, quando il tempo lo consente. Notte: a bordo del klotok, sul ponte, con zanzariera Incluso oggi: klotok privato con equipaggio e guida, ingressi al parco, pensione completa

  7. Giorno 7

    Camp Leakey

    Si visita il villaggio di Tanjung Harapan e si risale il fiume fino a Camp Leakey. Qui nel 1971 arrivò Biruté Galdikas, venticinque anni, con l'allora marito fotografo Rod Brindamour: era la terza delle donne che il paleoantropologo Louis Leakey mandò a studiare le grandi scimmie, dopo Jane Goodall con gli scimpanzé e Dian Fossey con i gorilla. Il suo studio, durato più di quarant'anni, ha mostrato fra l'altro che una femmina di orango ha un piccolo ogni otto anni circa, e per questo la specie si riprende così lentamente. È morta nel marzo 2026. Alle due del pomeriggio i ranger portano frutta alla piattaforma: gli oranghi vengono se la foresta ne offre poca, e nella stagione dei frutti possono non presentarsi. Notte: a bordo del klotok Incluso oggi: klotok, guida, ingressi, pensione completa

  8. Giorno 8

    Pondok Tanggui all'alba, la camminata notturna

    Si parte presto per osservare gli uccelli dalla barca, quando la foresta è più rumorosa: buceri, aironi, martin pescatori. Alle nove c'è il pasto alla piattaforma di Pondok Tanggui, a una mezz'ora di cammino dal fiume. Il parco di Tanjung Puting ospita circa seimila oranghi selvatici, la popolazione più grande al mondo in un'area sola, ma quelli che si vedono alle piattaforme sono spesso ex ospiti dei centri di riabilitazione e i loro figli, abituati alla presenza umana: si sta alla distanza che indica la guida, non si mangia e non si offre niente. Nel pomeriggio si naviga lentamente e si riposa sul ponte; dopo cena, la camminata notturna con la guida e la torcia, alla ricerca di tarsi, ragni e serpenti verdi immobili sui rami. Notte: a bordo del klotok Incluso oggi: klotok, guida, ingressi, pensione completa

  9. Giorno 9

    Dalla foresta di Camp Leakey al campo di riforestazione

    Ultima mattina attorno a Camp Leakey, a guardare gli animali con la luce bassa, poi il klotok scende verso il campo di Friends of the National Parks Foundation, l'organizzazione nata nel 1997 per gestire un centro di riabilitazione degli oranghi per conto del governo indonesiano, che oggi ripianta la foresta bruciata e lavora con i villaggi del parco. Gli incendi del 1997 e del 1998 hanno colpito il parco in modo pesante, e il lavoro dei vivai serve a ricucire quelle radure. Si salutano l'equipaggio e la guida, si prende posto nei bungalow e nel pomeriggio si comincia: un giro del vivaio e le prime piantine da mettere a dimora. Porta guanti da lavoro e una camicia a maniche lunghe che puoi rovinare. Notte: campo di FNPF, bungalow dormitorio semplice Incluso oggi: klotok, attività di riforestazione, pensione completa

  10. Giorno 10

    Una giornata da riforestatore

    È lavoro vero, all'aperto e con il caldo: si pulisce il sottobosco attorno alle piante giovani, si mette a dimora, si raccolgono semi, si lavora nel vivaio e al compost, con le persone del posto che lo fanno tutto l'anno. Si comincia presto e ci si ferma nelle ore più calde, quando anche loro si fermano. FNPF lavora anche con i cercatori d'oro dei dintorni, per convincerli a non usare il mercurio, che finisce nei fiumi. La sera, nel campo, nessun rumore oltre a quello della foresta, e a volte si sente da lontano il richiamo lungo di un orango maschio. Bevi più di quanto pensi di aver bisogno: con questa umidità si perde acqua senza accorgersene. Notte: campo di FNPF, bungalow Incluso oggi: attività di riforestazione, pensione completa

  11. Giorno 11

    In motoscafo a Kumai, pomeriggio libero a Pangkalan Bun

    Ultime ore al vivaio, poi il motoscafo veloce fino a Kumai e l'auto fino a Pangkalan Bun. Pomeriggio libero in hotel: lavare i vestiti, dormire in una camera con l'aria condizionata, scrivere quello che hai visto prima che si confonda. Tanjung Puting fu protetto per la prima volta dagli olandesi negli anni Trenta, diventò riserva della biosfera dell'UNESCO nel 1977 e parco nazionale nel 1982: tre passaggi che spiegano perché qui la foresta c'è ancora mentre fuori dai confini è scomparsa. Se vuoi, la sera si cena in uno dei warung del centro di Pangkalan Bun con il pesce di fiume alla griglia. Notte: Pangkalan Bun, hotel 3 stelle Incluso oggi: motoscafo, transfer, colazione e pranzo

  12. Giorno 12

    Volo per Giacarta, il giorno di riserva

    Transfer all'aeroporto di Pangkalan Bun, un'ora e mezza di volo per Giacarta e tre quarti d'ora fino all'hotel. Il volo del mattino a volte slitta o viene cancellato, e questo giorno esiste per questo motivo: se tutto va liscio è un pomeriggio libero in piscina, se il volo salta si riparte il giorno dopo senza perdere quello per l'Italia. Nella stagione secca il Borneo e Sumatra bruciano, e in certi anni il fumo degli incendi può ritardare i voli: è un'altra ragione per non togliere questa notte. L'ultima sera si cena in hotel, oppure si prende un taxi per un ristorante di Giacarta, sapendo che il ritorno può richiedere un'ora. Notte: Giacarta, hotel 4 stelle vicino all'aeroporto Incluso oggi: volo interno, transfer, colazione

  13. Giorno 13

    Partenza

    Colazione con calma e transfer all'aeroporto di Soekarno-Hatta per il volo internazionale. Se parti di sera, l'hotel vicino all'aeroporto permette di passare la giornata in piscina invece che nel traffico. Incluso oggi: transfer all'aeroporto, colazione

Di solito comprende

  • su misura e in autonomia. Voli interni, alloggi, auto con autista privato, klotok privato con equipaggio e guida naturalistica anglofona, roadbook in italiano; guide locali al villaggio dayak e nel parco. Il pasto degli oranghi alle piattaforme ha orari fissi ed è aperto a tutte le barche del fiume

Non comprende

  • voli dall'Italia
  • pasti a Giacarta e a Pangkalan Bun salvo colazione e il pranzo del giorno 11
  • bevande alcoliche (vietate nel parco)
  • mance all'equipaggio del klotok
  • attività facoltative
  • assicurazione viaggio

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Le durate e i prezzi indicati sono indicativi e riferiti a questa traccia: il prezzo definitivo nasce con la proposta, costruita sulle tue date. Il viaggio è organizzato e venduto dall'agenzia locale partner, che ne è l'organizzatore ai sensi del Codice del Turismo.