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Le grotte di ghiaccio in Islanda: come funzionano e cosa aspettarsi

Foto: CreativeFamily / Depositphotos

Le grotte di ghiaccio naturali sotto il Vatnajökull si visitano solo con una guida, in genere fra novembre e marzo, partendo da Jökulsárlón. Non sono mai le stesse da un inverno all'altro, e una visita prenotata può essere annullata la mattina stessa se la grotta non è sicura.

Cosa sono, e perché cambiano

Le grotte si formano dentro i ghiacciai con l'acqua di fusione dell'estate, che scava tunnel sotto e dentro il ghiaccio. Quando arriva il freddo e il ghiaccio si stabilizza, alcune diventano accessibili; con la primavera riprendono a sciogliersi e a crollare. Per questo ogni inverno le guide cercano grotte nuove, e quelle dell'anno prima spesso non esistono più. Il blu intenso del ghiaccio viene dalla sua compattezza: il ghiaccio vecchio, schiacciato e senza bolle d'aria, assorbe il rosso e lascia passare il blu.

Quando e come

Le escursioni classiche partono da Jökulsárlón, durano fra tre e quattro ore e includono il trasferimento in fuoristrada fino al ghiacciaio, casco e ramponi. Le tariffe pubbliche per il giro classico sono intorno ai 24.000 ISK a persona, circa 175 euro; le versioni lunghe costano di più. Sono uscite a orario fisso con altri viaggiatori; gli operatori fanno anche visite private, solo voi e la guida, con tariffa su richiesta e sensibilmente più alta. Molti operatori chiedono un'età minima, spesso 8 anni. Il periodo con più probabilità di grotte accessibili è dicembre-febbraio; a novembre e marzo dipende da quanto ha fatto freddo.

Estate: grotte artificiali e un incidente

Esistono escursioni che d'estate portano in grotte o tunnel di ghiaccio, a volte scavati apposta. Nell'agosto 2024 il crollo di una parete di ghiaccio durante un'escursione estiva al Breiðamerkurjökull ha ucciso un turista e ne ha ferito gravemente un altro, e in Islanda si è aperto un dibattito sulla sicurezza di queste visite. Non le proponiamo d'estate; d'inverno, solo con operatori autorizzati e guide certificate.

Cosa non promettiamo

Non sappiamo oggi quale grotta sarà aperta il prossimo inverno, né quanto sarà grande: lo decide il ghiacciaio. Non promettiamo che la visita si faccia nel giorno previsto: per questo i nostri itinerari invernali mettono due notti vicino a Jökulsárlón, così da avere un secondo tentativo. E le fotografie che vedi in rete sono spesso fatte con luce perfetta e grandangolo: la grotta reale può essere più piccola e più bassa.

Come scegliere l'escursione

Chiedi all'agenzia chi è l'operatore, quante persone per guida, cosa succede se la grotta è chiusa (rimborso o data alternativa) e quanto si cammina sul ghiaccio. Se vuoi i tempi della tua famiglia e nessun altro nel gruppo, chiedi la versione privata. Per chi ha bambini o poca abitudine a camminare, il giro classico è sufficiente; quello lungo ha senso per chi fotografa o vuole più tempo sul ghiacciaio.

Da qui a un viaggio vero

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