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È un viaggio d'inverno costruito intorno alla luce che manca: poche ore di giorno per guidare, molte di buio per cercare l'aurora, due notti ferme vicino al ghiacciaio per avere un margine se il tempo chiude la strada. È per chi accetta che il meteo possa cambiare il programma, e per chi ha guidato almeno una volta sulla neve.
non è per chi parte solo per l'aurora: si può fare tutto bene e non vederla. Non è per chi non vuole guidare d'inverno: in quel caso la stessa traccia si fa con un autista privato, che toglie il volante dalle mani ma costa di più, sensibilmente.
Cosa cambiare. chi non vuole guidare d'inverno può tenere la stessa traccia con un autista privato messo a disposizione dall'agenzia: il programma resta identico, il prezzo sale sensibilmente. La grotta di ghiaccio si può fare in privato, solo voi e la guida, con un costo da chiedere all'operatore. Con una notte in più a Vík si toglie la fretta del Giorno 2 e si aggiunge un'escursione sul ghiacciaio Sólheimajökull, in privato su richiesta. A novembre e a marzo le giornate sono più lunghe che a dicembre-gennaio e le grotte sono in genere accessibili, ma all'inizio e alla fine della stagione è più frequente che una visita venga annullata.
Giorno per giorno
- Giorno 1
Arrivo a Reykjavík, al buio
D'inverno si atterra spesso col buio: a dicembre a Reykjavík la luce dura poco più di quattro ore, a febbraio fra sette e dieci. L'auto si ritira in aeroporto ed è il momento di controllare tre cose: le gomme chiodate o invernali, le coperture per ghiaia e per sabbia e cenere nel contratto, il raschietto per il ghiaccio nel bagagliaio. Poi 50 chilometri fino in città. La sera si apre per la prima volta la previsione dell'aurora dell'ufficio meteorologico islandese, vedur.is: una mappa delle nuvole, dove il bianco è il cielo sereno, e un indice di attività da 0 a 9. Serve soprattutto la mappa: con il cielo coperto l'indice alto non conta nulla. Per la prima sera basta uscire dal centro illuminato, per esempio verso il faro di Grótta, a pochi minuti d'auto. Notte: Reykjavík, hotel in centro Incluso oggi: ritiro auto in aeroporto con gomme invernali
- Giorno 2
Le cascate nella luce bassa
Da Reykjavík a Vík sono circa 185 chilometri, due ore e mezza abbondanti con strada asciutta. Si parte quando comincia a schiarire e si fanno le soste nelle ore di luce. Seljalandsfoss d'inverno non si gira da dietro: il sentiero è spesso ghiacciato e chiuso. A Skógafoss, 60 metri di salto, si sta in basso; la scala che sale sul bordo con il ghiaccio è da evitare se non hai ramponcini. La leggenda dice che il colono Þrasi nascose dietro la cascata un baule d'oro, e che di quel baule rimase solo l'anello laterale: è al museo di Skógar, che è aperto anche d'inverno ed è caldo. Prima del tramonto Reynisfjara, dove d'inverno le onde sono più alte: si sta lontani dall'acqua anche se il mare sembra calmo, e si rispetta il semaforo all'ingresso. Notte: Vík, hotel
- Giorno 3
Attraverso il Mýrdalssandur fino al ghiaccio
Da Vík a Hnappavellir sono circa 160 chilometri, due ore e mezza se la strada è pulita. È la tratta dove il vento conta di più: sul Mýrdalssandur e sulle piane di sabbia sotto il Vatnajökull le raffiche possono sollevare sabbia che toglie la vernice e strappare una portiera aperta controvento. Si apre la portiera tenendola con due mani, e si guarda prima umferdin.is, la mappa ufficiale delle strade, aggiornata più volte al giorno. Prima di ripartire controlla anche il sito safetravel.is per gli avvisi. Sosta a Kirkjubæjarklaustur, dove nel 1783 il pastore Jón Steingrímsson celebrò la "messa del fuoco" mentre la lava del Laki avanzava, e la colata si fermò poco prima della chiesa. Si arriva con l'ultima luce. Notte: Hnappavellir, hotel isolato, due notti, cena inclusa Incluso oggi: cena
- Giorno 4
La grotta di ghiaccio, con la guida
È il giorno della grotta. L'appuntamento con la guida è al parcheggio di Jökulsárlón; da lì si sale in fuoristrada fino al ghiacciaio e si cammina con casco e ramponi. Il giro classico dura circa tre ore. Le grotte di ghiaccio non sono le stesse ogni anno: si formano con l'acqua di fusione dell'estate, diventano accessibili quando il freddo le rende stabili e possono crollare o allagarsi. Sono le guide a decidere ogni mattina se e quale grotta visitare, e a volte la visita salta. Nell'agosto 2024 il crollo di una parete di ghiaccio al Breiðamerkurjökull uccise un turista durante un'escursione estiva: da allora i controlli sono più severi, ed è un motivo in più per andarci solo d'inverno e solo con operatori autorizzati. Il pomeriggio, la laguna e la spiaggia con i blocchi di ghiaccio. Notte: Hnappavellir, hotel, cena inclusa Incluso oggi: grotta di ghiaccio con guida, circa 3 ore (uscita a orario fisso con altri viaggiatori; in privato su richiesta), cena
- Giorno 5
Il rientro verso ovest
Da Hnappavellir a Hella sono circa 260 chilometri, a Flúðir una cinquantina in più: quattro ore di guida con strada buona. È la giornata da non riempire: con poca luce si guida e basta, e se il vento è forte si aspetta. A Skaftafell, se il tempo lo concede, il sentiero breve fino alla lingua di ghiaccio di Skaftafellsjökull è di circa un'ora, piano. Mentre attraversi la piana di Skeiðarársandur, pensa che la Ring Road si è chiusa ad anello solo nel 1974, quando qui fu aperto il ponte più lungo d'Islanda: prima, questa sabbia di alluvioni glaciali era l'ultimo pezzo dell'isola senza strada. La sera, lontani dalle luci dei paesi, è la notte migliore del viaggio per guardare il cielo. Notte: Flúðir o Hella, hotel di campagna, cena inclusa Incluso oggi: cena
- Giorno 6
Il Golden Circle d'inverno
D'inverno il Golden Circle ha senso, e più che d'estate: si fa con meno gente e le distanze sono brevi, circa 200 chilometri in tutto fino a Reykjavík. Gullfoss con il ghiaccio sui bordi cade in due salti, di 11 e 21 metri, dentro una gola di 32 metri; i sentieri bassi possono essere chiusi. A Geysir si aspetta Strokkur, che erutta ogni pochi minuti. A Þingvellir, nella spaccatura fra le due placche, la neve rende leggibile la faglia meglio che d'estate. Se il tempo lo permette, a Laugarvatn c'è il bagno termale Fontana, dove si può vedere tirare fuori dalla sabbia calda il pane di segale cotto con il calore della terra; l'assaggio è facoltativo e va prenotato. Notte: Reykjavík, hotel in centro Incluso oggi: parcheggio di Þingvellir
- Giorno 7
Partenza
Da Reykjavík a Keflavík sono 50 chilometri. D'inverno conviene lasciare almeno un'ora di margine in più del solito: la strada dell'aeroporto è esposta al vento, e la riconsegna dell'auto con la neve richiede più tempo. Se il volo è di pomeriggio, una mattina in una piscina comunale di Reykjavík è il saluto giusto. Incluso oggi: riconsegna auto in aeroporto
Di solito comprende
- Su misura e in autonomia, in auto a noleggio con gomme invernali
- alloggi, auto e attività prenotati dall'agenzia locale, roadbook in italiano
- guida glaciologica per la grotta di ghiaccio, nel prezzo a orario fisso con altri viaggiatori, in privato su richiesta
Non comprende
- voli dall'Italia
- pasti salvo colazioni e le tre cene indicate
- bagni termali
- escursioni facoltative (aurora con guida, ghiacciaio)
- ramponcini
- mance
- assicurazione viaggio
- franchigia dell'auto in caso di danno
Questo è un punto di partenza
Nessuno parte esattamente così. Dicci cosa ti piace di questo itinerario e cosa cambieresti: lo ricostruiamo con l'agenzia locale sulle tue date, sul tuo ritmo e sul numero di persone che siete.
Parti da questo itinerarioLe durate e i prezzi indicati sono indicativi e riferiti a questa traccia: il prezzo definitivo nasce con la proposta, costruita sulle tue date. Il viaggio è organizzato e venduto dall'agenzia locale partner, che ne è l'organizzatore ai sensi del Codice del Turismo.
