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Nord ed Est: Mývatn, Húsavík e i fiordi orientali

Foto: nightcap_pt / Depositphotos

Il Nord e l'Est sono la metà dell'isola che si vede solo con il giro completo o con un volo su Akureyri. Servono almeno cinque o sei notti per Mývatn, Húsavík e un pezzo di fiordi, e conviene andarci fra giugno e settembre: d'inverno le strade dell'est chiudono spesso.

Come si divide

Akureyri è la città del nord, con aeroporto, servizi e un'ora di strada da quasi tutto. A est c'è l'area di Mývatn: un lago nato circa 2.300 anni fa da una colata di lava, con finti crateri, campi di lava, sorgenti calde e, d'estate, nuvole di moscerini che danno il nome al lago. A nord, Húsavík è il porto delle uscite per le balene nella baia di Skjálfandi. Oltre il deserto di sabbia dell'altopiano ci sono Dettifoss e il canyon di Ásbyrgi, a forma di ferro di cavallo, che una leggenda attribuisce allo zoccolo del cavallo di Odino e i geologi a due grandi alluvioni glaciali. Ancora più a est, i fiordi orientali: paesi piccoli, strade lunghe intorno a ogni fiordo, Seyðisfjörður con le sue case di legno.

Quante notti, e dove

Per il Nord da solo: volo Reykjavík-Akureyri, auto in aeroporto, due notti a Mývatn, una a Húsavík, una o due ad Akureyri. Cinque notti bastano. Per aggiungere i fiordi orientali servono altre due notti a Egilsstaðir o in un paese della costa, e diventa naturale chiudere il giro passando per il sud. Mývatn merita due notti di fila: il lago e i dintorni si vedono in una giornata intera senza auto, o quasi.

Cosa si sbaglia

Si fa Mývatn in un pomeriggio di passaggio, e si vede solo il parcheggio di Dimmuborgir. Si sottovaluta la distanza fra Mývatn ed Egilsstaðir, circa 165 chilometri di altopiano quasi senza paesi: si fa il pieno prima. Si sceglie la strada di montagna per tagliare i fiordi, che è sterrata e spesso in nebbia. E si va a Dettifoss dal lato est, su sterrato aperto solo d'estate, quando il lato ovest è asfaltato e più comodo.

Le balene, senza promesse

A Húsavík le uscite partono da marzo a novembre. Le megattere sono le più frequenti in estate, ma nessuno può garantire un avvistamento: si chiede all'operatore cosa succede se non si vede nulla, perché alcuni offrono un'altra uscita gratuita. Le barche di legno tradizionali sono più lente e più stabili; i gommoni più veloci e bagnati. Il mare del nord è freddo anche ad agosto: tute e cerate sono fornite a bordo.

D'inverno

Il Nord d'inverno ha senso solo con base ad Akureyri e un autista privato: le strade principali sono tenute, ma le chiusure per vento e neve sono frequenti, e la luce dura poche ore. Per un primo viaggio invernale consigliamo la costa sud.

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