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È la settimana per chi va in Islanda la prima volta e vuole vedere bene un lato solo, invece di vederli tutti dal finestrino. Si guida fra 130 e 300 chilometri al giorno, con una sola giornata lunga, e si dorme due notti di fila nel posto più tranquillo, sotto lo Snæfellsjökull. Il ritmo è estivo: luce fino a tardi, soste lunghe, nessuna corsa contro il buio.
non è per chi vuole il Nord, Mývatn e le balene di Húsavík: per quello serve il giro completo, o una settimana dedicata al Nord con volo interno su Akureyri. Non è nemmeno per chi non se la sente di guidare su strade con vento laterale forte: in quel caso l'agenzia può affiancare un autista privato per tutto il viaggio, che costa di più, sensibilmente.
Cosa cambiare. con una notte in più a Vík o a Hnappavellir si aggiunge un'escursione sul ghiacciaio da Skaftafell (circa 3 ore, ramponi forniti), a orario fisso con altri viaggiatori o in privato con una guida solo per voi, su richiesta. Chi preferisce non fare la giornata lunga del Giorno 5 può invertire: prima Snæfellsnes, poi il Sud, e chiudere con l'ultima notte nella zona di Selfoss, a un'ora e mezza dall'aeroporto. A settembre la traccia resta identica, costa meno e comincia ad avere notti abbastanza buie per l'aurora, senza alcuna garanzia.
Giorno per giorno
- Giorno 1
Arrivo a Reykjavík
Dall'aeroporto di Keflavík a Reykjavík sono circa 50 chilometri, tre quarti d'ora d'auto su una pianura di lava coperta di muschio. L'auto si ritira in aeroporto: prima di firmare, fai il giro della carrozzeria con il telefono e fotografa ogni graffio, perché in Islanda le contestazioni sui danni alla riconsegna sono frequenti. In città si lascia l'auto e si va a piedi. La Hallgrímskirkja, la chiesa che si vede da ovunque, è alta 74,5 metri: l'architetto di Stato Guðjón Samúelsson la disegnò nel 1937 pensando alle colonne di basalto che l'isola forma quando la lava si raffredda lentamente, come quelle di Svartifoss. Dal campanile, che ha un ascensore, si capisce la pianta della città in cinque minuti. A cena, se il volo è arrivato tardi, il pesce del giorno al porto vecchio è la scelta più semplice. Notte: Reykjavík, hotel in centro Incluso oggi: ritiro auto in aeroporto, prima notte
- Giorno 2
Il Golden Circle, nel verso giusto
Il Golden Circle sono tre soste vicine a Reykjavík: Þingvellir, l'area geotermica di Geysir, la cascata di Gullfoss; da lì a Hella sono in tutto circa 230 chilometri. È affollato perché è comodo da Reykjavík, e per chi ha poche notti e va verso il Sud vale la pena, perché è di strada. Conviene partire presto e farlo al contrario rispetto ai pullman. A Þingvellir si cammina dentro la spaccatura di Almannagjá, fra la placca nordamericana e quella euroasiatica che si allontanano. Qui nel 930 si riunì per la prima volta l'Alþingi, l'assemblea dei capi islandesi, che si tenne all'aperto ogni estate fino al 1798: dalla Lögberg, la Roccia della Legge, il "dicitore della legge" recitava le norme a memoria. Parcheggio a pagamento, circa 1.000 corone per auto. Poi Geysir, Gullfoss e un'ora e venti fino a Hella. Notte: Hella, hotel di campagna Incluso oggi: parcheggio di Þingvellir
- Giorno 3
Le cascate sotto l'altopiano e la spiaggia nera
Da Hella a Vík sono circa 130 chilometri, meno di due ore di guida, distribuiti su una giornata intera. Seljalandsfoss si può aggirare da dietro sul sentiero bagnato: servono giacca impermeabile e scarpe che non temono il fango. Trenta chilometri dopo c'è Skógafoss, 60 metri di salto e 25 di larghezza. La leggenda locale dice che Þrasi, il primo colono della zona, nascose un baule d'oro in una grotta dietro l'acqua; quando qualcuno riuscì ad afferrarlo, in mano gli rimase solo l'anello di ferro laterale, che fu donato alla chiesa. L'anello della vecchia porta della chiesa è esposto oggi al museo di Skógar, a cinque minuti dalla cascata. In serata Reynisfjara: si guarda il mare da lontano, mai di spalle, e si rispettano le zone segnalate dal semaforo all'ingresso, perché le onde anomale qui hanno già ucciso più persone. Notte: Vík, hotel
- Giorno 4
Verso il ghiaccio: Skaftafell e Jökulsárlón
È la giornata più fitta della settimana: circa 230 chilometri, compresa l'andata a Jökulsárlón e il ritorno all'hotel, tre ore e mezza di guida effettiva, quattro soste. Si attraversa la piana di lava di Eldhraun, poi si sale al canyon di Fjaðrárgljúfur, profondo fino a 100 metri. A Skaftafell, porta del parco nazionale del Vatnajökull, il sentiero per la cascata di Svartifoss richiede circa un'ora e mezza andata e ritorno. Nel pomeriggio Jökulsárlón: la laguna ha cominciato a formarsi solo a metà degli anni Trenta, quando la lingua del Breiðamerkurjökull si è ritirata, e oggi arriva a 284 metri di profondità, il lago più profondo d'Islanda. Il giro sulla barca anfibia dura circa mezz'ora in acqua. Dall'altra parte della strada, la spiaggia nera dove il mare riporta i pezzi di ghiaccio. Notte: Hnappavellir, hotel isolato fra il ghiacciaio e la costa, cena inclusa Incluso oggi: barca anfibia sulla laguna (uscita a orario fisso con altri viaggiatori), cena
- Giorno 5
La giornata lunga, attraverso la lava del Laki
Si torna verso ovest: circa 270 chilometri fino a Selfoss, una decina in più per Hveragerði, tre ore e mezza abbondanti di guida senza soste. È la giornata di trasferimento ed è giusto dirlo: conviene partire dopo colazione e fermarsi dove si era passati di fretta due giorni prima. A Kirkjubæjarklaustur vale una sosta che pochi fanno. Fra il 1783 e il 1784 la fessura del Laki eruttò per otto mesi; i gas avvelenarono i pascoli e la carestia che seguì uccise circa un islandese su cinque. Il 20 luglio 1783 il pastore Jón Steingrímsson radunò i fedeli in chiesa per la sua "messa del fuoco", e la colata si fermò poco prima del paese: il punto si chiama ancora Eldmessutangi. La lava muschiosa che attraversi sulla Ring Road viene da quell'eruzione. Sera libera: a Hveragerði ci sono piscine termali comunali. Notte: Hveragerði o Selfoss, hotel
- Giorno 6
Verso ovest, fino alla chiesa nera di Búðir
Da Selfoss a Hellnar, sulla penisola di Snæfellsnes, sono circa 270 chilometri, tre ore e mezza, passando sotto il fiordo di Hvalfjörður in galleria. Dopo Borgarnes la strada si fa più vuota e il vulcano Snæfellsjökull compare in fondo, con la sua calotta di ghiaccio. A Búðir, su un campo di lava affacciato sul mare, c'è una piccola chiesa di legno nero. La prima chiesa del posto era di torba; quando nel 1816 fu soppressa con lettera regia perché cadeva a pezzi, una parrocchiana, Steinunn Sveinsdóttir, finanziò e seguì di persona la costruzione di quella nuova, finita nel 1848. Il nero è pece, stesa sul legno per proteggerlo dall'umidità. Da Arnarstapi a Hellnar c'è un sentiero sulla scogliera di circa 2,5 chilometri, un'ora a piedi, fra archi di basalto e uccelli marini. Notte: Hellnar, hotel sotto lo Snæfellsjökull, cena inclusa Incluso oggi: cena
- Giorno 7
Il giro della penisola
Il giro della punta di Snæfellsnes fino al Kirkjufell e ritorno è di circa 150 chilometri e si fa con calma in una giornata. La mattina si scende nella grotta di lava di Vatnshellir, solo con guida: 35 metri sotto terra, scale a chiocciola, 45 minuti dentro un tubo di lava di circa 8.000 anni dove la temperatura resta poco sopra lo zero tutto l'anno. Poi Djúpalónssandur, la spiaggia di ciottoli neri: sul sentiero ci sono le pietre di sollevamento che servivano a selezionare i pescatori, dalla più leggera, Amlóði, "il buono a nulla", 23 chili, alla più pesante, Fullsterkur, "forza piena", 154 chili. Chi non sollevava almeno la seconda più leggera non saliva in barca. Intorno, i rottami arrugginiti del peschereccio inglese Epine, naufragato nel 1948. Si arriva fino al monte Kirkjufell: si fotografa dal basso, non si scala, perché sui tratti ripidi ci sono stati incidenti mortali. Notte: Hellnar, hotel, cena inclusa Incluso oggi: grotta di Vatnshellir con guida (visita a orario fisso con altri viaggiatori; in privato su richiesta), cena
- Giorno 8
Ritorno a Keflavík
Da Hellnar all'aeroporto di Keflavík sono circa 250 chilometri, tre ore e mezza senza soste: con un volo di pomeriggio si parte dopo colazione con margine. Se c'è tempo, Borgarnes è il punto giusto per l'ultima pausa e per fare benzina a prezzi da città. Ricorda di consegnare l'auto con il pieno e di fotografare di nuovo carrozzeria e contachilometri. Incluso oggi: riconsegna auto in aeroporto
Di solito comprende
- Su misura e in autonomia, in auto a noleggio
- alloggi, auto e attività prenotati dall'agenzia locale, roadbook in italiano
- nessuna guida privata necessaria: la grotta di Vatnshellir (con guida obbligatoria) e la barca di Jökulsárlón si fanno a orario fisso con altri viaggiatori, Vatnshellir in privato su richiesta
Non comprende
- voli dall'Italia
- pasti salvo colazioni e le tre cene indicate
- ingressi alle piscine termali
- escursione sul ghiacciaio
- mance
- assicurazione viaggio
- franchigia dell'auto in caso di danno
Questo è un punto di partenza
Nessuno parte esattamente così. Dicci cosa ti piace di questo itinerario e cosa cambieresti: lo ricostruiamo con l'agenzia locale sulle tue date, sul tuo ritmo e sul numero di persone che siete.
Parti da questo itinerarioLe durate e i prezzi indicati sono indicativi e riferiti a questa traccia: il prezzo definitivo nasce con la proposta, costruita sulle tue date. Il viaggio è organizzato e venduto dall'agenzia locale partner, che ne è l'organizzatore ai sensi del Codice del Turismo.
