Le Cicladi: quali isole scegliere

Per una prima volta alle Cicladi, Naxos e Paros insieme sono la scelta più sicura; Milos e Sifnos per chi vuole mare e cucina; Folegandros e Koufonissia per chi cerca isole piccole. Santorini e Mykonos meritano una sosta breve, non una settimana. E in sette notti, due isole bastano.
Quante isole in una settimana
Due, con tre o quattro notti ciascuna. Tre isole diventano possibili con dieci notti. Ogni cambio d'isola si porta via mezza giornata, fra il check-out, l'attesa in porto, la traversata e il nuovo check-in, e d'estate il meltemi può spostare una corsa. Le Cicladi però si prestano alle gite in giornata: da Naxos si va a Koufonissia o a Iraklia in barca e si torna la sera, da Paros si attraversa in pochi minuti fino ad Antiparos. Si dorme in due posti e si vedono quattro isole.
Naxos e Paros: la prima volta
Naxos è la più grande e la più fertile delle Cicladi, con villaggi di montagna, il monte Zas che è la cima più alta dell'arcipelago, patate, cedri e formaggi, e lunghe spiagge di sabbia sulla costa ovest, a sud del capoluogo, da Agios Prokopios a Plaka. All'ingresso del porto c'è la Portara, l'enorme portale di marmo di un tempio di Apollo cominciato intorno al 530 a.C. e mai finito: i veneziani smontarono il resto per costruire il castello, ma i blocchi della porta, fino a venti tonnellate l'uno, erano troppo pesanti da spostare. Paros è più piccola e più mondana, con Naoussa e il suo porticciolo; il suo marmo bianco è lo stesso della Venere di Milo. È anche più esposta al vento, tanto che è una delle isole più frequentate da chi fa windsurf: chi cerca il mare calmo lo trova più facilmente a Naxos. Se vieni con i bambini, dormi più notti a Naxos e meno a Paros.
Milos e Sifnos: mare e cucina
Milos è un'isola vulcanica con più di settanta spiagge, rocce bianche come quelle di Sarakiniko e colori che cambiano da una baia all'altra. Il vantaggio pratico è che ci sono spiagge su ogni lato: quando il vento viene da nord si va sulla costa sud. Kleftiko, l'antico rifugio dei pirati con gli archi di roccia sul mare, si raggiunge solo in barca: è un'uscita a orario fisso con altri viaggiatori, in privato su richiesta, e con il mare mosso si annulla. Sifnos è l'isola dei vasai e della cucina: la domenica si mangia la revithada, la zuppa di ceci cotta tutta la notte nel forno a legna in pentole di terracotta, e da qui veniva Nikolaos Tselementes, l'autore del ricettario greco che si usa ancora oggi. Sifnos si gira a piedi su vecchie mulattiere: porta scarpe da sentiero.
Folegandros e Koufonissia: le isole piccole
Folegandros ha il capoluogo affacciato su una scogliera alta duecento metri, poche spiagge, quasi tutte raggiungibili con sentieri ripidi o in barca, e un ritmo più lento delle isole vicine. Fra il 1936 e il 1941 il regime di Metaxas ci mandava al confino gli oppositori, proprio perché era lontana da tutto. Koufonissia è minuscola: l'isola abitata conta poco meno di quattrocento residenti e si gira a piedi da una spiaggia all'altra, con un mare molto basso e chiaro. Ma in agosto è piena oltre misura, le camere sono poche e piccole, e i prezzi salgono. Per Koufonissia la risposta onesta è: in giugno o settembre, oppure in giornata da Naxos.
Santorini e Mykonos: quando ha senso
Santorini ha la caldera e i tramonti, Mykonos le notti e la città bianca, e tutte e due i prezzi più alti delle Cicladi. Nel 2024 Santorini, che ha circa 15.500 residenti, ha ricevuto oltre 1,3 milioni di crocieristi. Una sosta di due notti fuori da luglio e agosto ha senso; una settimana in agosto la sconsigliamo. Mykonos spesso entra nei viaggi solo come aeroporto d'arrivo, e va bene così.
Spiagge attrezzate e spiagge libere
Nel roadbook l'agenzia distingue le spiagge con lettini, ombrelloni e taverna da quelle senza nulla, dove si porta tutto da casa, anche l'ombra. Alle Cicladi gli alberi sulle spiagge sono rari, e chi arriva in una caletta naturale alle undici di agosto senza ombrellone ci resta un'ora. La conseguenza pratica: chiedi sempre quale delle due è la spiaggia che ti consigliano.
Da qui a un viaggio vero
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