Foto: whitewizzard / Depositphotos
Sono circa 1.800 chilometri in tredici notti, con otto cambi di albergo e quattro giornate da tre o quattro ore di guida: è questo il prezzo per vedere in un viaggio solo i monasteri sulle rocce, i due santuari più importanti della Grecia antica, una città bizantina abbandonata e un borgo su un'isola di pietra. È per chi guida volentieri e ama i siti archeologici abbastanza da visitarne otto, con due giornate di mare verso la fine.
Cosa cambiare. - La più utile: ritirare l'auto il terzo giorno, in città, invece che all'arrivo. Si risparmiano due giorni di noleggio e di garage, e si va in hotel con il taxi a tariffa fissa. - Chi vuole più mare aggiunge una notte a Monemvasia o, meglio, una notte a Elafonissos: due giorni di spiaggia invece di uno, senza toccare il resto. - Chi viaggia in luglio o agosto chiede di entrare in tutti i siti all'apertura, alle 8, e di spostare la guida dall'Acropoli a Delfi o Olimpia, dove il racconto pesa di più.
Giorno per giorno
- Giorno 1
Arrivo ad Atene, la sera a Plaka
All'aeroporto ritiri l'auto e in tre quarti d'ora sei in hotel; da lì la lasci in garage fino al terzo giorno, perché ad Atene si gira a piedi e in metropolitana. Il quartiere dell'hotel conta più delle stelle: Plaka, Makrygianni, Koukaki o Thissio permettono di tornare a piedi la sera; le vie intorno a Omonia, di notte, sono meno piacevoli, e l'agenzia lo sa. Se arrivi in tempo, sali ad Anafiotika, il gruppo di case bianche sotto la roccia dell'Acropoli: le costruirono a metà Ottocento i muratori dell'isola di Anafi, venuti a lavorare ai palazzi del nuovo re Ottone, che rifecero qui i vicoli del loro paese. Poi giù a Monastiraki per la cena, o a piazza Syntagma per il cambio della guardia, che si tiene ogni ora davanti al Parlamento. Notte: Atene, hotel 3 stelle a Plaka, con garage convenzionato Incluso oggi: auto a noleggio
- Giorno 2
L'Acropoli con una guida, un museo nel pomeriggio
L'appuntamento con la guida è all'apertura, alle 8, con il biglietto a orario già prenotato: dopo le 10 la fila e il caldo crescono insieme. Si sale dai Propilei al Partenone, e la guida ti fa notare quello che non si vede: nel tempio non c'è quasi una linea dritta. Il basamento si alza leggermente al centro, le colonne si gonfiano a un terzo dell'altezza e pendono appena verso l'interno; sono correzioni volute dagli architetti, perché l'occhio non vedesse il tempio afflosciarsi. La visita dura circa due ore. Il pomeriggio è per un museo, a tua scelta: quello dell'Acropoli, a cinque minuti a piedi, dove il fregio è montato nella posizione originale, o il Museo archeologico nazionale, la raccolta più ricca del paese. I biglietti dei musei non sono inclusi. Notte: Atene, stesso hotel Incluso oggi: guida privata e biglietto dell'Acropoli
- Giorno 3
Verso nord, fino ai piedi delle Meteore
Da Atene a Kalambaka sono circa 355 chilometri, quattro ore di autostrada con i pedaggi, attraverso la pianura della Tessaglia, la più grande della Grecia, coltivata a cotone e grano. Conviene partire presto e fermarsi a pranzo a metà strada, per arrivare a metà pomeriggio. Le rocce delle Meteore si vedono da lontano, e la prima domanda è sempre la stessa: non sono vulcaniche. Sono arenarie e conglomerati, sassi e sabbia portati da antichi fiumi in un lago, compressi per milioni di anni, poi sollevati e spaccati dai movimenti della terra; acqua, vento e gelo hanno scavato le fessure e lasciato in piedi i pilastri. Si dorme a Kalambaka o a Kastraki, il villaggio sotto le rocce: al tramonto, dalla strada che sale ai monasteri, la luce batte di traverso sulle pareti. Notte: Kalambaka, hotel 4 stelle Incluso oggi: auto a noleggio
- Giorno 4
I monasteri delle Meteore
Nel Cinquecento i monasteri erano ventiquattro; oggi ne restano sei, e il roadbook ti dice in che giorno chiude ciascuno: il Grande Meteora il martedì, Varlaam il venerdì. L'ingresso costa 5 euro a testa per monastero, in contanti. Le donne entrano con una gonna sotto il ginocchio, che all'ingresso si può prendere in prestito; gli uomini con i pantaloni lunghi. Oggi si arriva con brevi sentieri e scalinate, ma i gradini sono stati scavati negli anni Venti del Novecento: prima si saliva con scale di corda o dentro una rete tirata da un argano, e a Varlaam c'è ancora la torre con l'argano da cui partiva. Si racconta che i monaci cambiassero la corda solo quando il Signore la lasciava rompere. Due monasteri bastano per capire; il pomeriggio si cammina sui sentieri fra le rocce. Notte: Kalambaka, stesso hotel Incluso oggi: ingressi a due monasteri
- Giorno 5
Delfi, l'ombelico del mondo
Da Kalambaka a Delfi sono circa 230 chilometri, tre ore. Il sito sta su un pendio del Parnaso: il santuario di Apollo, il teatro e più in alto lo stadio, con una salita continua e poca ombra. Il biglietto vale anche per il museo, dove ci sono l'Auriga di bronzo, la statua di Antinoo e l'omphalos. Il mito dice che Zeus liberò due aquile dai due estremi del mondo e che si incontrarono qui: in quel punto mise una pietra, l'ombelico della terra. Quella che vedi nel museo è di marmo, coperta da un intreccio scolpito, e gli archeologi non sanno dire se sia l'originale o una copia di età ellenistica o romana. Consiglio pratico: i pullman ripartono verso le tre, e dopo il sito si visita meglio. Poi si scende a Itea, sul golfo, quindici minuti. Notte: Itea, hotel 4 stelle sul mare Incluso oggi: biglietto di Delfi
- Giorno 6
Galaxidi e Nafpaktos, l'antica Lepanto
Lungo la costa nord del golfo di Corinto si arriva in venti minuti a Galaxidi, un paese di case di capitani. Fra il 1860 e il 1870 aveva una flotta di più di quattrocento navi e i suoi cantieri; quando arrivò il vapore gli armatori non cambiarono, e la ricchezza finì. Pranzo al porto, poi circa un'ora fino a Nafpaktos. Davanti all'imboccatura di questo golfo, il 7 ottobre 1571, la flotta della Lega santa di Spagna, Venezia e papato distrusse quella ottomana nella battaglia di Lepanto. Fra i soldati spagnoli c'era Miguel de Cervantes, che ne uscì con la mano sinistra inutilizzabile e ne andò fiero per tutta la vita: la sua statua è sul porto veneziano, chiuso fra due torri. Sopra la città il castello scende con le sue mura fino al mare. Notte: Nafpaktos, hotel 3 stelle vicino al porto Incluso oggi: —
- Giorno 7
Il ponte sul golfo, Olimpia, la salita a Dimitsana
In dieci minuti sei sul ponte Rio–Antirrio, quasi tre chilometri sospesi sul golfo (pedaggio di 15,90 euro nel 2026), e poi circa un'ora e mezza fino a Olimpia. Il sito si gira in due ore: il tempio di Zeus, le palestre, l'arco di pietra da cui gli atleti entravano nello stadio. Davanti al tempio di Era, prima di ogni Olimpiade, la fiamma olimpica si accende con i raggi del sole concentrati da uno specchio parabolico; la cerimonia esiste dal 1936, quando partì la prima staffetta della fiaccola per i Giochi di Berlino. Dopo il museo, circa un'ora e mezza di strada di montagna fino a Dimitsana, in Arcadia, un paese di case di pietra sul bordo della gola del Lousios: si arriva per cena, con l'aria già fresca. Notte: Dimitsana, guesthouse in pietra Incluso oggi: biglietto di Olimpia, pedaggio del ponte
- Giorno 8
Una giornata libera nella gola del Lousios
La giornata è tua, con tre possibilità descritte nel roadbook. La prima è camminare nella gola del Lousios fino al monastero di Prodromou, incastrato nella parete di roccia, e a quelli di Filosofou: il sentiero è segnato, con tratti ripidi, e richiede scarpe da trekking. La seconda è l'auto: Stemnitsa, il ponte e il castello di Karytaina, il sito antico di Gortyna. La terza è restare a Dimitsana, che chiamavano la polveriera della nazione: durante la guerra d'indipendenza del 1821 i suoi mulini ad acqua macinavano la polvere da sparo per gli insorti. A un chilometro dal paese il Museo all'aperto dell'energia idraulica, aperto nel 1997, ha rimesso in funzione un mulino da farina, una conceria e un mulino della polvere: è un'ora di visita ben spesa. Notte: Dimitsana, stessa guesthouse Incluso oggi: —
- Giorno 9
Sparta e la città bizantina di Mistrà
Da Dimitsana a Sparta sono circa due ore. Della Sparta antica restano il teatro e il santuario di Atena Chalkioikos, in un uliveto che si gira in un'ora. Mistrà è otto chilometri più in là: una città intera sul fianco del Taigeto, con chiese affrescate, palazzi e un castello in cima, abbandonata negli anni Trenta dell'Ottocento quando fu costruita la nuova Sparta. Qui il 6 gennaio 1449 fu proclamato Costantino XI, l'ultimo imperatore di Bisanzio, che quattro anni dopo morì difendendo Costantinopoli. Oggi ci vivono solo le monache del monastero della Pantanassa. Servono almeno quattro ore, su sentieri di pietra ripidi: entra dall'ingresso alto, scendi a piedi e fatti venire a prendere in taxi da quello basso, oppure risali. Notte: Mistrà, guesthouse Incluso oggi: biglietto di Mistrà
- Giorno 10
Monemvasia, la città con un solo ingresso
Da Mistrà a Monemvasia sono circa 95 chilometri, un'ora e mezza. Il nome viene da due parole greche che vogliono dire un solo accesso: la rocca è un'isola, staccata dalla costa da un terremoto nel 375, e la si raggiunge da una strada rialzata di circa quattrocento metri, poi da una sola porta nelle mura. Dentro le auto non entrano: si lascia la macchina fuori e si porta il bagaglio a piedi, o se ne occupa l'hotel. Sotto Venezia il vino che partiva da questo porto si vendeva in tutta Europa, e prese il nome della città: la malvasia. Nel pomeriggio si sale alla città alta, abbandonata, fino alla chiesa bizantina di Agia Sofia sul bordo della rupe; la sera, la città bassa senza i visitatori della giornata. Notte: Monemvasia, hotel 4 stelle dentro le mura Incluso oggi: —
- Giorno 11
Elafonissos, oppure Capo Malea
Due possibilità, decise la mattina guardando il vento. La prima è Elafonissos: circa cinquanta minuti d'auto fino a Pounta, poi un traghetto di pochi minuti e le spiagge di sabbia del sud dell'isola, Simos e Sarakiniko, con acqua bassa e chiara. Nella baia proprio davanti al molo di Pounta, a tre o quattro metri sotto il pelo dell'acqua, c'è Pavlopetri: una città di circa cinquemila anni fa, sommersa intorno al 1000 avanti Cristo, di cui si vedono con la maschera i muri, le strade e le tombe. La seconda possibilità è Capo Malea, il capo che i marinai antichi temevano per le correnti, con il faro e la chiesetta di Agios Georgios. In agosto il traghetto per Elafonissos ha code lunghe: si parte presto. La sera si rientra a Monemvasia. Notte: Monemvasia, stesso hotel Incluso oggi: traghetto per Elafonissos
- Giorno 12
La costa di Leonidio e Nauplia
Con quella del terzo giorno è la tappa più lunga: circa 190 chilometri e quattro ore, con un tratto di montagna e poi la costa, con una sosta a Leonidio, sotto le pareti rosse che attirano gli arrampicatori, o al porticciolo di Plaka. Nauplia fu la prima capitale della Grecia indipendente, fino al 1834, e davanti alla chiesa di San Spiridione il 27 settembre 1831 fu ucciso Ioannis Kapodistrias, il primo capo dello Stato. Sopra la città la fortezza di Palamidi, costruita dai veneziani fra il 1711 e il 1714, si raggiunge con una lunga scalinata o in auto fino all'ingresso; in porto il castelletto del Bourtzi. Prima di cena, la passeggiata sul lungomare verso Arvanitia. Notte: Nauplia, hotel 4 stelle nella città vecchia Incluso oggi: biglietto di Palamidi
- Giorno 13
Epidauro, Micene e il ritorno ad Atene
Epidauro è a mezz'ora: il teatro tiene circa quattordicimila persone, e da ogni gradino si sente una moneta cadere in mezzo all'orchestra. Uno studio del 2007 ha dato una spiegazione: le file di sedili di calcare smorzano i suoni bassi, come il brusio del pubblico, e lasciano passare le voci. Accanto, il santuario di Asclepio, dove si veniva a guarire. Micene è a cinquanta chilometri: la Porta dei Leoni, il palazzo sulla rocca e la tomba che chiamano di Agamennone, una cupola di pietra a secco. Poi circa un'ora e mezza fino ad Atene, attraverso il canale di Corinto, dove vale una sosta per guardare giù. Si dorme di nuovo in centro. Notte: Atene, hotel 3 stelle a Plaka, con garage convenzionato Incluso oggi: biglietti di Epidauro e Micene
- Giorno 14
Partenza da Atene
Si riconsegna l'auto in aeroporto, a tre quarti d'ora dal centro se il traffico è normale; calcola un'ora. Con un volo del pomeriggio, la mattina basta per l'Agorà antica sotto l'Acropoli, o per il mercato centrale di via Athinas.
Di solito comprende
- Su misura e in autonomia
- Auto a noleggio per tutto il viaggio, alloggi in otto località e roadbook in italiano con orari dei siti, parcheggi e chilometri di ogni tappa, prenotati dall'agenzia locale partner
- Guida privata solo dove serve: per l'Acropoli; a Delfi e a Olimpia si può aggiungere
Non comprende
- voli dall'Italia
- pasti salvo colazioni
- musei di Atene
- Museo dell'energia idraulica
- attività facoltative del giorno 8
- tassa di resilienza climatica pagata in hotel (5-10 € a camera per notte da aprile a ottobre)
- mance
- assicurazione viaggio
Prima di decidere, in Grecia
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