Cosa mettere in valigia per la Norvegia

In Norvegia si dice che non esiste il cattivo tempo, esiste solo l'abbigliamento sbagliato. È una frase da magnete per frigorifero, e però è esattamente vera: il tempo cambia quattro volte al giorno in qualsiasi stagione, e tutto dipende da come sei vestito.
La regola degli strati
Tre, sempre, anche in agosto.
Il primo strato sta sulla pelle e deve asciugare in fretta: lana merino o sintetico tecnico. Il cotone è il vero problema — una maglietta di cotone bagnata di sudore o di pioggia resta bagnata e ti raffredda per ore. In Norvegia il cotone si porta solo per dormire.
Il secondo tiene il calore: pile, o meglio ancora lana. Un maglione di lana vera, quello che si compra lì, funziona meglio di quasi tutto.
Il terzo ferma acqua e vento: giacca impermeabile con cappuccio, non antivento e basta. Serve anche d'estate, soprattutto in barca.
D'estate
Scarpe impermeabili con suola che tenga sul bagnato — sulle rocce dei fiordi si scivola. Un paio comodo per i paesi.
Costume da bagno: non per il mare, ma per le saune e le vasche riscaldate, che ci sono ovunque.
Mascherina per dormire, se vai sopra il Circolo Polare fra fine maggio e luglio. Le tende delle rorbu non oscurano nulla e il sole alle due di notte è alto. È la cosa che dimenticano tutti e di cui tutti si lamentano.
Repellente per le zanzare: all'interno e nelle zone umide, in luglio, sono moltissime. Sulla costa e nelle isole molto meno.
Occhiali da sole: la luce bassa per venti ore al giorno stanca gli occhi più del sole a picco.
D'inverno
Sopra agli strati estivi: giacca e pantaloni veramente invernali, guanti (meglio due paia, uno sottile sotto), berretto che copra le orecchie, scaldacollo.
Le calze di lana sono la differenza fra godersi un'uscita per l'aurora e volere tornare dopo venti minuti: si sta fermi al freddo per ore, e il freddo arriva dai piedi.
I ramponcini da mettere sotto le scarpe costano pochissimo e servono davvero: a Tromsø e nei paesi del nord i marciapiedi sono ghiaccio compatto.
Le tute termiche da esterno, per le escursioni con le slitte o la pesca sul ghiaccio, le fornisce chi organizza l'attività: non vanno comprate.
Le quattro cose che gli italiani dimenticano
L'adattatore per le prese. In Norvegia le prese sono di tipo tedesco: la spina italiana a tre spinotti in linea non entra. Un adattatore universale costa due euro in Italia e dieci in aeroporto a Oslo.
La carta di credito con il contactless attivo. In Norvegia i contanti quasi non esistono: si paga la toilette, il traghetto e il caffè con la carta. Portare euro non serve a niente.
La borraccia. L'acqua del rubinetto è ottima ovunque e quella in bottiglia costa cara: è una delle poche spese che si azzerano del tutto.
Il cavo per caricare in macchina. Se fai un viaggio in auto il telefono è anche il navigatore, e si scarica in tre ore.
Cosa non portare
L'ombrello, perché c'è vento e non serve a niente. I vestiti eleganti, perché non ne avrai bisogno nemmeno una sera. E valigie rigide grandi, se dormi in rorbu o in piccoli alloggi: le scale sono strette e il bagagliaio di un'auto norvegese a noleggio è quello che è.
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