Verso
Verso Nord · Norvegia

Lofoten e Vesterålen, isola per isola

Dodici notti dall'Andøya ad Å, con le balene, i trekking e i villaggi dove la strada finisce

Foto: CaptureLight / Depositphotos

Durata 12 notti
Da 3.870 € a persona
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isole e marenatura e trekkingfotografia

Il viaggio lungo, quello che mette dentro anche le Vesterålen — meno gente, colline tonde invece di guglie — e arriva alle Lofoten quando hai già l'occhio abituato. Si cammina parecchio, e si dorme in posti dove la strada finisce. Otto basi in dodici notti, ma mai più di tre ore di guida al giorno: il tempo va ai sentieri e al mare.

Non è per chi ha solo una settimana o non ha voglia di camminare quattro-sei ore in un giorno: senza i trekking resta un lungo giro in auto. A chi ha meno tempo proponiamo le sole Lofoten in sette notti, con due basi.

Cosa cambiare. - Chi non vuole il traghetto all'ultimo giorno può rovesciare il senso e partire da Bodø: il programma resta uguale, cambia solo da dove si vola. - Con due notti a Nyksund invece di una il Dronningruta diventa una giornata intera e senza fretta, invece di una scelta fra camminare e guidare. - Fra fine agosto e settembre la stessa traccia diventa anche un viaggio per l'aurora: le notti tornano buie, i sentieri restano aperti, ma le balene sono meno numerose vicino alla costa e alcune barche riducono le uscite.

Giorno per giorno

  1. Giorno 1

    Arrivo a Evenes

    Volo da Oslo, un'ora e mezza circa, e auto ritirata all'aeroporto di Harstad/Narvik, a Evenes: lo scalo nacque nel 1973 per servire due città lontane fra loro, ed è per questo che porta due nomi e non è vicino a nessuna delle due. Si dorme nei dintorni, senza guidare oltre: il viaggio comincia domani, e la prima sera di sole a mezzanotte confonde l'orologio più di quanto si creda. Se arrivi presto, fai la spesa per i primi giorni: da qui in avanti i paesi sono piccoli, e domani la strada fino ad Andenes è lunga, con poche soste comode per mangiare. Notte: dintorni di Evenes, hotel Incluso oggi: volo Oslo–Evenes, noleggio auto

  2. Giorno 2

    Andøya, fino in cima all'isola

    Da Evenes ad Andenes sono circa 240 chilometri, tre ore e mezza di guida. L'ultimo tratto è la strada panoramica nazionale dell'Andøya: 58 chilometri sul bordo esterno dell'isola fra Bjørnskinn e Andenes, piatti, con il mare aperto sempre a sinistra. Può capitare di trovarla chiusa per qualche ora: a Børvågen c'è una base di lancio di razzi da ricerca, attiva dal 1962, e durante i lanci la strada si blocca. Nel pomeriggio la barca all'isola di Bleiksøya, a orario fisso con altri viaggiatori (in privato su richiesta): un'ora e mezza intorno a uno scoglio dove nidificano circa cinquantamila pulcinelle di mare, con le aquile di mare che passano basse. Notte: Andenes, guesthouse Incluso oggi: uscita in barca alle pulcinelle di Bleiksøya (partenza a orario fisso, con altri viaggiatori)

  3. Giorno 3

    Le balene di Andenes

    A una quindicina di chilometri dalla costa la piattaforma continentale si spezza nel canyon sottomarino di Bleiksdjupet, che scende verso l'oceano aperto: lì sotto vivono i calamari di cui si nutrono i capodogli, ed è per questo che i maschi stanno qui per buona parte dell'anno, mentre femmine e piccoli restano in acque più calde. Per questo la barca non deve andare lontano. Il safari è un'uscita a orario fisso con altri viaggiatori (in privato su richiesta), dura dalle tre alle cinque ore, secondo dove sono gli animali, ed è facoltativo; l'avvistamento non è mai garantito, e alcune compagnie offrono una seconda uscita se non si vede nulla: chiedilo prima di scegliere. Chi soffre il mare prenda qualcosa prima: oltre il canyon l'onda è oceanica. Il pomeriggio è libero. Notte: Andenes, guesthouse Incluso oggi: — (safari delle balene facoltativo)

  4. Giorno 4

    Verso Nyksund

    Si scende lungo l'Andøya e si passa sull'isola di Langøya fino a Nyksund, circa due ore e mezza di strada, l'ultimo tratto stretto e in parte sterrato. Nyksund è stato un porto di pescatori che d'inverno arrivava a contare centinaia di persone; quando i pescherecci diventarono troppo grandi per il suo fondale, negli anni Settanta lo Stato pagò gli abitanti per trasferirsi e il paese restò vuoto. Negli anni Ottanta un gruppo di studenti tedeschi ci capitò per caso e avviò un progetto per restaurare le case con ragazzi venuti da Berlino; oggi d'estate ci vivono trenta o quaranta persone. Da qui parte il Dronningruta, il sentiero della regina, che Sonja percorse nel 1994: dodici-quindici chilometri e cinque-otto ore fra cresta e costa fino a Stø, senza acqua lungo la strada. Notte: Nyksund, guesthouse Incluso oggi: cena e colazione (villaggio isolato)

  5. Giorno 5

    Verso Sortland

    Giornata tranquilla, che serve soprattutto se ieri hai fatto il Dronningruta. Da Nyksund a Sortland è circa un'ora di strada. Sortland è il paese più grande delle Vesterålen e il posto dove rifornirsi prima delle Lofoten. La visita all'allevamento ittico è vicina al centro: una spiegazione nella sala espositiva, poi la barca fino alle gabbie in mare e un assaggio del pesce affumicato sul posto, in tutto un'ora e mezza o due. In Norvegia il salmone d'allevamento è un'industria di peso nazionale, e vale la pena capire come funziona prima di giudicarla: chiedi pure dei pidocchi di mare e dei pesci che scappano dalle gabbie, che sono i due temi su cui si discute di più. La visita va prenotata, a un orario concordato, e può essere condivisa con altri visitatori. Notte: Sortland, hotel Incluso oggi: visita all'allevamento ittico con barca e assaggio

  6. Giorno 6

    Dalle Vesterålen alle Lofoten

    Da Sortland a Svolvær sono fra due ore e mezza e tre ore di strada, fra ponti e fiordi, e il passaggio dalle colline tonde alle guglie si vede dal finestrino. Il primo rorbu è sull'acqua. Sopra Svolvær si alza la Svolværgeita, la capra di Svolvær: uno spuntone di roccia di 150 metri con due corna in cima, salito per la prima volta il primo agosto 1910. Gli arrampicatori, scendendo, saltano da un corno all'altro, un metro e mezzo di vuoto. Si riconosce dal paese: cercala sul fianco della montagna, sopra le case. Notte: Svolvær, rorbu

  7. Giorno 7

    Svolvær, a scelta

    Giornata da organizzare la mattina stessa, guardando il cielo. La passeggiata facile è quella al lago Stornokk. Il Kongstinden, 552 metri, parte a tre chilometri da Svolvær e richiede dalle tre alle quattro ore andata e ritorno: dalla cima si vedono il porto e le isole intorno. Il Fløya, 590 metri, è più lungo e passa per la Djevelporten, la porta del diavolo, il passaggio fra le rocce dove quasi tutti si fermano per la fotografia. Chi preferisce l'acqua ha il kayak nel porto o una pedalata lungo la costa verso Kabelvåg, dove intorno all'anno Mille c'era Vágar, la prima città del nord. Svolvær è la base, e si resta: nessuna valigia da rifare. Se piove, i sentieri di roccia diventano scivolosi: meglio il kayak. Notte: Svolvær, rorbu Incluso oggi: — (escursioni in autonomia, descritte nel roadbook; kayak e bici a noleggio facoltativi)

  8. Giorno 8

    Kyllingdal, Nusfjord e Ballstad

    Si scende lungo le isole: da Svolvær a Ballstad sono circa due ore di guida, ma la giornata è fatta di deviazioni. Si passa per la valle di Kyllingdal e si arriva a Nusfjord, uno dei villaggi di pescatori meglio conservati della costa: le case e i magazzini del porto sono rimasti come erano quando il paese viveva della pesca invernale, e il porto si gira a piedi in un'ora. Ballstad, più avanti, è un porto di pesca ancora attivo, con le rastrelliere di legno dove d'inverno si appendono i merluzzi ad asciugare: d'estate sono vuote e sembrano impalcature. Notte: Ballstad, rorbu

  9. Giorno 9

    La spiaggia di Kvalvika

    Da Ballstad a Fredvang è circa mezz'ora. Si parte dalla scuola di Fredvang e si cammina: un'ora e mezza per circa tre chilometri, con una sella da superare, fino a una spiaggia che si raggiunge solo a piedi, aperta sull'oceano. In un angolo c'è una capanna di legno: due surfisti norvegesi, Inge Wegge e Jørn Nyseth Ranum, la costruirono con il legno portato dal mare e ci passarono un inverno intero, pescando e surfando, e ne fecero un documentario, North of the Sun. Si può tornare per la stessa strada o salire sul Ryten, 543 metri, che guarda la spiaggia dall'alto: è un tratto in più, ripido. Porta tutto quello che ti serve: in spiaggia non c'è niente. Notte: Ballstad, rorbu

  10. Giorno 10

    Verso Å

    La costa meridionale: da Ballstad a Å è circa un'ora e mezza di strada, con le soste a Reine e Sørvågen. Da qui in poi la strada si restringe e finisce: a Å termina la E10, la strada europea che arriva fin qui dalla Svezia del nord. Il nome del villaggio viene dall'antico nordico "á", piccolo fiume, ed è anche l'ultima lettera dell'alfabeto norvegese. Il museo dello stoccafisso e il museo del villaggio di pescatori sono a pochi passi: nel primo si capisce perché per secoli questo pesce secco è stato la prima esportazione del paese. A Reine il parcheggio del porto si paga a ore: conviene arrivarci presto o fermarsi a Hamnøy, poco prima. Notte: Å, rorbu

  11. Giorno 11

    Il monte Munken

    Si parte da Sørvågen, sulla riva nord del lago, e si sale: a metà strada c'è la Munkebu, una capanna dell'associazione escursionistica norvegese (DNT) accanto a un laghetto, e da lì un'altra ora circa fino alla cima, a 797 metri. In tutto sono circa dieci chilometri andata e ritorno e sei o sette ore con le soste: tutti i metri si guadagnano a piedi, partendo dal livello del mare. Dall'alto si vedono le isole in fila e il punto in cui l'arcipelago si chiude. Il sentiero è segnato ma ha tratti ripidi su roccia; scarponi e giacca anche se in basso è caldo. Chi preferisce restare giù ha il paese e il museo, e nessuno gli chiede niente. Notte: Å, rorbu

  12. Giorno 12

    Ritorno sul continente

    Il traghetto da Moskenes a Bodø impiega circa tre ore e mezza; d'estate ci sono fino a otto partenze al giorno, ma solo metà dei posti auto si può prenotare: la prenotazione va fatta prima delle 20 del giorno precedente, e bisogna essere all'imbarco quarantacinque minuti prima. L'alternativa, se il volo del giorno dopo parte da Evenes, è tornare in auto attraverso le isole, circa cinque ore. Bodø fu ricostruita quasi per intero dopo il bombardamento del 27 maggio 1940, e per questo ha un centro di case basse e moderne. A mezz'ora c'è il Saltstraumen, una delle correnti di marea più forti del mondo: se l'orario della marea combacia, è l'ultima cosa da vedere. Notte: Bodø, hotel Incluso oggi: traghetto Moskenes–Bodø con auto, colazione

  13. Giorno 13

    Partenza

    Riconsegna dell'auto all'aeroporto di Bodø, a cinque minuti dal centro, e rientro via Oslo. Se il volo è nel pomeriggio, il lungomare si percorre a piedi in un'ora: è il punto della città dove il porto e le montagne delle Lofoten, sull'altra sponda del Vestfjorden, si vedono insieme nelle giornate limpide. Incluso oggi: volo Bodø–Oslo, riconsegna dell'auto

Di solito comprende

  • Su misura e in autonomia, in auto
  • alloggi, voli interni, traghetto e uscite in barca prenotati dall'agenzia, roadbook in italiano con i sentieri descritti passo per passo
  • i trekking si fanno da soli, le barche partono a orario fisso con altri viaggiatori

Non comprende

  • voli dall'Italia
  • pasti salvo colazioni dove indicate e la cena a Nyksund
  • safari delle balene (circa 1.690 NOK a persona, Whale2Sea/Hvalsafari)
  • noleggio kayak e bici
  • ingressi ai musei di Å e di Nusfjord
  • mance
  • assicurazione viaggio

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Le durate e i prezzi indicati sono indicativi e riferiti a questa traccia: il prezzo definitivo nasce con la proposta, costruita sulle tue date. Il viaggio è organizzato e venduto dall'agenzia locale partner, che ne è l'organizzatore ai sensi del Codice del Turismo.