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Le isole in estate, dormendo nelle casette rosse dei pescatori, con giornate che non finiscono mai: è il viaggio in cui i bambini vanno a letto alle undici con il sole alto e nessuno litiga. Due sole basi, spostamenti in auto brevi, un'attività al giorno e il resto del tempo libero: il ritmo lo decidono i più piccoli.
Non è per famiglie con bambini sotto i quattro o cinque anni che hanno bisogno di orari fissi: la luce continua e il traghetto di tre ore e mezza pesano. Per loro proponiamo una settimana più ferma, con una sola base a Svolvær e l'arrivo in aereo a Evenes, senza traghetto.
Cosa cambiare. - Con bambini piccoli si può volare direttamente a Evenes all'andata e al ritorno e togliere il traghetto: si perde Å, si guadagna mezza giornata. - Con una notte in più a Reine il giorno 3 si divide in due, e il Reinebringen diventa una mattina libera invece di una corsa. - In agosto la notte torna, e la traccia funziona allo stesso modo: si perde il sole di mezzanotte, si trovano meno famiglie sulle spiagge.
Giorno per giorno
- Giorno 1
Bodø, sopra il Circolo Polare
Volo da Oslo, un'ora e mezza, e auto ritirata in aeroporto: il centro è a cinque minuti. Bodø ha l'aria di una città nuova perché lo è: il 27 maggio 1940 un bombardamento tedesco la distrusse quasi tutta e lasciò senza casa circa 3.500 persone, e la ricostruzione si chiuse solo nel 1959, con il municipio. Qui il sole non tramonta da inizio giugno a metà luglio, e la prima sera è quella in cui i bambini se ne accorgono. Se avete energia, a mezz'ora di strada c'è il Saltstraumen, una delle correnti di marea più forti del mondo: dal ponte si vedono i gorghi quando la marea cambia, e l'orario esatto si trova sulle tavole di marea. Notte: Bodø, hotel in centro Incluso oggi: noleggio auto (ritiro in aeroporto), volo Oslo–Bodø
- Giorno 2
Il traghetto e Å
Il traghetto per Moskenes impiega circa tre ore e mezza sul Vestfjorden, che può essere mosso: per chi soffre il mare conviene stare al centro della nave e guardare l'orizzonte. L'auto va prenotata con largo anticipo, perché solo metà dei posti si può prenotare e d'estate gli altri si conquistano in coda; bisogna essere all'imbarco quarantacinque minuti prima. Da Moskenes a Å sono dieci minuti. Il nome del villaggio è l'ultima lettera dell'alfabeto norvegese e viene dall'antico nordico "á", piccolo fiume; qui finisce anche la strada europea E10. Il giro del lago a piedi è piatto e dura circa un'ora; in fondo c'è il museo dello stoccafisso, dove i bambini vedono il merluzzo appeso ad asciugare come si fa da mille anni. Notte: Reine, rorbu Incluso oggi: traghetto Bodø–Moskenes con auto
- Giorno 3
Reine, dall'alto o dall'acqua
Il Reinebringen, per chi se la sente: la scala di pietra conta quasi duemila gradini, posati a mano fra il 2016 e il 2019 da sherpa venuti dal Nepal, che hanno portato su le pietre una per una. In cima, a 448 metri, si vede Reine sotto i piedi. Sono un'ora e mezza o due, andata e ritorno, ripide; negli ultimi anni il sentiero è stato chiuso più volte per frane, e va controllato il giorno prima. Il pomeriggio è per tutti: tre ore di kayak con una guida locale dentro il fiordo, in piccolo gruppo di massimo sei persone per guida (in privato su richiesta), con i bambini in tandem davanti a un adulto e nessuna esperienza richiesta. L'acqua è fredda anche a luglio, quindi un cambio asciutto in macchina non è un eccesso di prudenza. Notte: Reine, rorbu Incluso oggi: kayak con guida nel fiordo, in piccolo gruppo (Reinebringen libero, facoltativo)
- Giorno 4
Verso Svolvær, fermandosi dove capita
Da Reine a Svolvær sono circa 130 chilometri, poco più di due ore di guida senza soste, ma la giornata intera serve: la strada salta da un'isola all'altra su ponti e gallerie sottomarine e le spiagge bianche di Ramberg e Flakstad sono troppo vicine per non fermarsi. Il rorbu, la casetta rossa su palafitte, ha una storia precisa: all'inizio del XII secolo il re Øystein fece costruire a Vågan, accanto all'attuale Svolvær, una chiesa e un ricovero per i pescatori che arrivavano ogni inverno per il merluzzo. Si arriva in rorbu per tre notti: disfare le valigie una volta sola, con i bambini, cambia il viaggio. Fai la spesa a Leknes, a metà strada: è il paese più grande del tragitto e i rorbu hanno la cucina. Notte: Svolvær, rorbu
- Giorno 5
Henningsvær e il Trollfjord
Henningsvær è a mezz'ora da Svolvær, su un gruppo di scogli collegati da ponti: cinquecento abitanti e un campo da calcio stretto fra le rocce e il mare, che le fotografie dal drone hanno reso famoso negli anni Dieci. I bambini ci possono giocare: è un campo vero, della squadra del paese. Nel pomeriggio la barca, a orario fisso e con altri viaggiatori a bordo, entra nel Trollfjord, due chilometri d'acqua dove l'ingresso si stringe a circa cento metri fra montagne che arrivano a novecento metri. Nel 1890 lì dentro si combatté la battaglia del Trollfjord: pescatori sulle barche a remi contro i primi pescherecci a vapore che avevano chiuso l'imboccatura per tenersi il pesce. La gita dura circa tre ore e mezza; in privato si può chiedere, a prezzo diverso. Notte: Svolvær, rorbu Incluso oggi: uscita in barca nel Trollfjord (partenza a orario fisso, con altri viaggiatori)
- Giorno 6
Kabelvåg, giornata leggera
Kabelvåg è a dieci minuti da Svolvær ed è il posto dove tutto è cominciato: qui c'era Vágar, la prima città conosciuta del nord della Norvegia, intorno all'anno Mille. La chiesa di legno all'ingresso del paese, del 1898, ha 1.200 posti, ed è chiamata la cattedrale delle Lofoten: fu costruita così grande per i pescatori che arrivavano ogni inverno per il merluzzo, ed è l'edificio in legno più grande del nord del paese. Per chi vuole camminare c'è il Fløya, 590 metri sopra Svolvær, dalle tre alle cinque ore: con bambini grandi e allenati, non con i piccoli. Per gli altri c'è il safari in mare, facoltativo, a orario fisso con altri viaggiatori: le aquile di mare si vedono spesso, le foche con fortuna, nessuno dei due è garantito. Notte: Svolvær, rorbu Incluso oggi: — (safari in mare facoltativo)
- Giorno 7
Ritorno verso il continente
Si risale verso Evenes, circa 160 chilometri e due ore e mezza attraverso le isole, oppure si torna a Bodø, secondo l'orario del volo. L'aeroporto di Evenes divide la pista con una base dell'aeronautica militare norvegese: se vedi aerei grigi in fondo al piazzale, è per questo. L'ultima sera si guarda il sole che gira senza tramontare: a Svolvær resta sopra l'orizzonte dal 25 maggio al 17 luglio, quindi se parti a fine luglio la notte torna, breve ma vera. Se il volo è da Evenes, l'ultima sera conviene dormire vicino all'aeroporto: la mattina dopo non resta strada da fare, solo la riconsegna dell'auto. Notte: dintorni di Evenes (o Bodø), hotel
- Giorno 8
Partenza
Riconsegna dell'auto in aeroporto e volo di rientro via Oslo. Se il volo è nel pomeriggio, Harstad è a circa quarantacinque chilometri da Evenes ed è l'ultima città dove sedersi per un pranzo di pesce prima dell'aeroporto: tienila come sosta solo se l'orario è largo. Incluso oggi: volo interno di rientro, riconsegna dell'auto
Di solito comprende
- Su misura e in autonomia, in auto
- alloggi, voli interni, traghetto e attività prenotati dall'agenzia, roadbook in italiano
- con una guida solo in kayak a Reine, mentre la barca nel Trollfjord parte a orario fisso con altri viaggiatori
Non comprende
- voli dall'Italia
- pasti salvo la colazione a Bodø (i rorbu hanno la cucina; la colazione in struttura è a pagamento)
- safari in mare e altre attività facoltative
- mance
- assicurazione viaggio
Questo è un punto di partenza
Nessuno parte esattamente così. Dicci cosa ti piace di questo itinerario e cosa cambieresti: lo ricostruiamo con l'agenzia locale sulle tue date, sul tuo ritmo e sul numero di persone che siete.
Parti da questo itinerarioLe durate e i prezzi indicati sono indicativi e riferiti a questa traccia: il prezzo definitivo nasce con la proposta, costruita sulle tue date. Il viaggio è organizzato e venduto dall'agenzia locale partner, che ne è l'organizzatore ai sensi del Codice del Turismo.
