I fiordi dell'ovest: quali scegliere

Sulla carta sembrano intercambiabili. Non lo sono: cambiano per forma, per quanto sono stretti, per quanta gente ci trovi e per cosa ci si può fare. Con dieci notti se ne fanno due bene, non cinque di corsa.
Il Sognefjord, il più lungo
Duecento chilometri dentro la terraferma e milletrecento metri di profondità: è il fiordo più lungo d'Europa, e proprio per questo non si "vede" tutto. Si sceglie un braccio e si sta lì.
Il braccio che conta è il Nærøyfjord, patrimonio UNESCO, largo in certi punti meno di trecento metri con pareti di mille: il battello da Flåm a Gudvangen è l'ora e mezza più fotografata della Norvegia, e merita la fama. È anche il più affollato, perché le navi da crociera attraccano a Flåm: se puoi, prendi il primo battello del mattino.
Da Flåm parte la ferrovia che sale a Myrdal, e questo rende la zona l'unico punto della Norvegia in cui si può fare un viaggio bellissimo senza guidare.
Il Geirangerfjord, il più verticale
Più corto, più stretto, più teatrale: le cascate cadono direttamente in acqua e le fattorie abbandonate stanno aggrappate alle pareti a trecento metri. Ci vivevano famiglie intere, e i bambini venivano legati per non cadere.
Ci si arriva in auto, dalla strada dell'Aquila che scende con undici tornanti o passando dal traghetto Linge–Eidsdal, e il fiordo si vede con il battello che parte dal porto di Geiranger: il traghetto passeggeri da Hellesylt è sospeso a tempo indeterminato, quindi non lo diamo per scontato in nessun programma. In alta stagione il paese di Geiranger è piccolo e pieno; la soluzione è dormire lì e vederlo la mattina presto, non passarci a mezzogiorno.
L'Hardangerfjord, il più dolce
È il fiordo agricolo: frutteti fino all'acqua, sidro, ciliegie vendute dai banchi lungo la strada. A maggio è tutto in fiore ed è il momento in cui la Norvegia assomiglia meno all'idea che se ne ha.
Da qui parte Trolltunga, la lingua di roccia sospesa: ventotto chilometri a piedi fra andata e ritorno, dieci-dodici ore, non è una passeggiata. Chi la vuole fare deve costruirci intorno una giornata intera e avere la gamba.
Il Lysefjord, il più verticale da sopra
È il fiordo di Preikestolen, il pulpito a seicento metri sull'acqua: quattro ore di cammino fra andata e ritorno su un sentiero largo e trafficato, ed è il trekking più fatto del paese. Sta vicino a Stavanger, cioè nel sud, lontano dagli altri: ha senso se arrivi o riparti da lì, molto meno come deviazione.
Se hai tempo per due
Nærøyfjord e Geiranger è la combinazione classica, e funziona: uno stretto e scuro, l'altro aperto e verticale, con in mezzo la strada che li unisce e il ghiacciaio del Nigardsbreen a portata.
Hardanger e Nærøyfjord è la versione più lenta e meno battuta, buona in maggio per i fiori o in settembre per i colori.
Quello che non consigliamo è il giro che li tocca tutti e cinque: si passa il viaggio in macchina a vedere dal finestrino quello che andava guardato da fermi.
Una cosa che quasi nessuno dice
I fiordi si capiscono dall'acqua, non dai belvedere. Un'ora di battello di linea — non di crociera turistica — vale tre punti panoramici raggiunti in auto, costa poco ed è il mezzo con cui ci si è sempre spostati qui.
Da qui a un viaggio vero
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