Lo Jutland: Skagen, le dune e il Mare dei Wadden

Lo Jutland è la penisola che la Danimarca ha attaccata all'Europa, e contiene la parte del paese che il viaggiatore italiano conosce meno: Aarhus, Skagen, la costa delle dune e il Mare dei Wadden. Per vederlo bene servono almeno cinque notti e un'auto.
Il nord: Skagen e i due mari
Skagen è all'estremità settentrionale: a circa 3 km dal paese c'è Grenen, la lingua di sabbia dove lo Skagerrak e il Kattegat si incontrano e le onde arrivano da due direzioni. Il bagno lì è vietato per le correnti. Intorno, la sabbia ha fatto la storia: la chiesa di San Lorenzo, del Trecento, fu abbandonata nel 1795 perché le dune avevano sepolto la strada, e oggi ne resta solo la torre; la Råbjerg Mile, una duna alta circa 40 metri, si muove ancora di una quindicina di metri l'anno ed è stata lasciata libera apposta. A fine Ottocento a Skagen si stabilì un gruppo di pittori scandinavi, Krøyer e gli Ancher fra gli altri, attratti dalla luce; il museo che conserva i loro quadri nacque nel 1908 nell'albergo dove si ritrovavano. Servono due notti.
La costa ovest: Thy e il Mare del Nord
Scendendo lungo il Mare del Nord, il Parco nazionale di Thy, il primo della Danimarca, istituito nel 2008, occupa una cinquantina di chilometri di spiagge, dune e laghi fra Hanstholm e il canale di Thyborøn. Ci vivono cervi rossi, e la costa è percorsa da un sentiero di oltre 90 km. Klitmøller, un piccolo villaggio di pescatori, è diventato il centro del surf danese: la costa fra Agger e Hanstholm si chiama "Cold Hawaii" per il vento e le onde, e dal 2010 ospita gare internazionali. Qui si viene per camminare, per il vento e per le spiagge larghe; non per il mare caldo.
Il sud-ovest: Ribe e il Mare dei Wadden
Il Mare dei Wadden è la fascia di bassi fondali che va dalla Danimarca ai Paesi Bassi; la parte danese è patrimonio UNESCO dal 2014 e parco nazionale dal 2010. Due volte al giorno la marea si ritira e scopre chilometri di fondale, e più di dieci milioni di uccelli migratori ci passano due volte l'anno. La base giusta è Ribe, fondata intorno all'anno 700 e considerata la città più antica della Danimarca. Da qui si va a Mandø, l'isola che si raggiunge sul fondale con un trattore a bassa marea, o a Rømø, dove sulla spiaggia si può entrare in auto. Due notti.
Il centro: Aarhus e Billund
Aarhus è la seconda città del paese, con il museo ARoS e l'anello colorato di Ólafur Elíasson sul tetto, e Den Gamle By, un museo all'aperto con decine di case storiche smontate e ricostruite da città di tutta la Danimarca. Billund, un'ora più a sud-ovest, ha l'aeroporto internazionale dello Jutland, LEGO House e Legoland: è la tappa obbligata con i bambini, una deviazione evitabile senza.
Cosa non conviene
Non conviene provare a vedere lo Jutland in tre notti partendo da Copenaghen: si passa la maggior parte del tempo in auto. Non conviene neanche dormire ogni notte in un posto diverso: sulla costa ovest le cose belle si vedono a piedi, con calma. La traccia che proponiamo ha cinque notti nello Jutland su otto, e due soste da due notti.
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