Come muoversi in Danimarca

Fra Copenaghen e le città principali il treno è la scelta giusta; nello Jutland rurale e sulla costa ovest serve l'auto; per le isole piccole e i tratti di costa la bici funziona davvero. Alle Fær Øer l'auto è quasi obbligatoria.
Il treno: bene fra le città, poco fuori
Le ferrovie danesi, DSB, collegano Copenaghen ad Aarhus in poco meno di tre ore, con più di trenta partenze al giorno, e proseguono verso Aalborg e Frederikshavn. Da Frederikshavn a Skagen c'è una linea locale di circa 40 km, aperta nel 1890. I biglietti "Orange" a prezzo ridotto escono circa due mesi prima e sono legati a un treno preciso; quelli standard lasciano libera l'ora. Su un biglietto standard un adulto porta con sé fino a due bambini sotto i 12 anni senza pagare. Nei weekend d'estate conviene prenotare il posto. Il limite del treno è che le cose da vedere nello Jutland, le dune, le chiese di campagna, i villaggi di pescatori, stanno lontano dalle stazioni.
L'auto: per lo Jutland e la costa ovest
In Danimarca si guida facilmente: strade buone, traffico scarso fuori dalle città, limiti di 50 km/h nei centri abitati, 80 fuori e fino a 130 in autostrada. Si paga un pedaggio solo per il ponte del Grande Belt, che collega la Selandia alla Fionia (196 corone a tratta con pagamento automatico secondo l'ultima tariffa che abbiamo trovato), e per il ponte dell'Øresund verso la Svezia. A Copenaghen l'auto non serve e il parcheggio costa: si ritira il giorno in cui si parte per lo Jutland, non prima. Restituire l'auto in una città diversa ha un supplemento, che conviene accettare per non tornare indietro.
La bici: un mezzo vero, non una gita
A Copenaghen circa sei abitanti su dieci vanno al lavoro o a scuola in bicicletta, la città ha centinaia di chilometri di piste separate dalla strada da un cordolo e i treni suburbani, gli S-tog, caricano le bici gratis. Il paese è quasi piatto; il problema non sono le salite, è il vento, che sulla costa ovest può dimezzare la velocità. Per questo proponiamo la bici a tratti: un giorno o due sulle isole piccole come Ærø o lungo la costa, con l'auto o il treno per gli spostamenti lunghi. Chi vuole un viaggio tutto in bici può farlo, ma con tappe brevi e una giornata di riserva per il vento contrario.
I traghetti: le isole hanno orari, non frequenze
Molte isole si raggiungono solo in traghetto. Ærø ha collegamenti da Svendborg verso Ærøskøbing e dall'isola di Als e da Faaborg verso Søby; su una di queste rotte viaggia dal 2019 Ellen, un traghetto per auto e passeggeri che va solo a batteria. Bornholm, nel Baltico, si raggiunge in nave o via Ystad, in Svezia, con il catamarano. Mandø, nel Mare dei Wadden, si raggiunge con il trattore del Mandøbussen, a orari che seguono la marea. La conseguenza pratica: sulle isole si arriva quando dice il traghetto, e d'estate i posti auto vanno prenotati.
Le Fær Øer: auto, tunnel e qualche barca
Alle Fær Øer gli autobus esistono ma non portano agli inizi dei sentieri all'ora giusta. Si noleggia un'auto in aeroporto a Vágar. Le isole principali sono collegate da tunnel: quelli sotto terra sono gratuiti, i quattro sottomarini sono a pedaggio, che si paga in automatico con la targa e la società di noleggio addebita. Diversi tunnel vecchi sono a una sola corsia con piazzole per incrociarsi. Sulle strade ci sono pecore libere. Per Mykines, Nólsoy e Suðuroy servono i traghetti pubblici. Dall'Italia ci si arriva via Copenaghen con Atlantic Airways, circa due ore di volo; per l'estate 2027 la compagnia ha annunciato un collegamento con Milano Malpensa, di cui non sono ancora note frequenze e date. Esiste anche il traghetto Norröna da Hirtshals, nello Jutland, circa 30 ore di navigazione in estate.
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